After trying Subtractive Runemixer, I can't unsee the links between RPG element systems and colour theory

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Scopri come l’RPG gratuito Subtractive Runemixer rivoluziona il combattimento con la teoria dei colori

Tempo di lettura: 2 minuti

Esplorando la connessione tra teoria del colore e sistemi elementali negli RPG

Rock Paper Shotgun segnala l’emersione di un titolo indie che, seppur in fase di sviluppo, solleva riflessioni interessanti sul design dei giochi di ruolo.

Subtractive Runemixer: un RPGMaker dalle atmosfere glitch

Si tratta di Subtractive Runemixer, un RPG in sviluppo realizzato con RPGMaker dallo studio Starbage e attualmente disponibile gratuitamente su Itch.io. La sua scoperta, come riportato, è avvenuta tramite un post dell’artista e scrittrice Oma Keeling su Bluesky.

Il gioco propone un’avventura in prima persona in cui si impersona Caster, un automa melanconico. La sua missione è esplorare un labirinto che fonde iconografia religiosa e tecnologia, alla ricerca di un altro automa che ne intende la distruzione.

Un’estetica ibrida e un combattimento basato sui colori

L’ambientazione è peculiare: l’area iniziale è una chiesa sospesa contro un cielo di texture rocciose viola e rosa, come un’allucinazione proiettata sulla volta di una caverna. Le pareti ricordano bande di rumore televisivo. Questo stile artistico eterogeneo e “glitchato” introduce il meccanico cardine del gioco: il runemixing.

I dungeon ricordano server farm intersecate con le Special Stage del primo Sonic the Hedgehog: corridoi di luci squadrate con pavimenti di cristallo inclinato. Qui, il giocatore affronta pezzi di e-waste sofferente, come Emotional Outlet e Live Wire.

Il combattimento, a turni e randomizzato, si basa sui colori. In una prima fase si preparano rune di diversi colori, consumando un turno, per poi scagliarle contro il nemico. È anche possibile combinare più rune sull’HUD per eseguire mosse più potenti, al costo di concedere all’avversario il tempo per alcuni attacchi.

Un sistema espressivo e un ponte con la teoria del colore

Anche i nemici lanciano e mescolano rune. I dungeon nascondono enigmi esoterici che possono richiedere di annotare gli attacchi subiti e replicare quella conoscenza in qualche forma. Questo approccio dimostra come un “sistema di combattimento” possa essere uno strumento espressivo, non solo un mezzo per progredire.

 

La centralità del colore porta a riflettere su come, quando si parla di elementi filosofici negli RPG, si tocchi indirettamente anche la millenaria teoria del colore e la sua tradizione scientifica e artistica. Il fuoco batte l’acqua solo perché le necessarie sfumature di rosso e blu si trovano in punti opposti sul classico cerchio cromatico?

Ripensare gli elementi: oltre le convenzioni

L’articolo si interroga quindi su come si potrebbe pensare diversamente agli elementi, spesso la parte più tediosa e prevedibile degli RPG, operando in termini più espliciti di colori complementari o in contrasto. Cosa accadrebbe se le abilità avessero diversi gradi di efficacia basati su colori primari, secondari e terziari, o si rafforzassero attraverso variazioni monocromatiche?

Sebbene il gioco possa approfondire questi temi (la pubblicazione ne ha completato solo uno dei due dungeon attualmente disponibili), l’associazione con la teoria del colore sembra un territorio in gran parte inesplorato. L’unico altro RPG che viene in mente alla redazione per aver approcciato apertamente simili concetti è Chrono Cross, con il suo glorioso sistema di effetti di campo triadici.

Subtractive Runemixer, nel suo stato di work-in-progress, si presenta quindi non solo come un’esperienza di gioco, ma come uno spunto di riflessione sul potenziale ancora inespresso nella progettazione dei sistemi elementali dei videogiochi di ruolo.

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