I've walked the waterlogged streets of The Sinking City 2, and we might finally have a Cthulhu survival horror game to rival Resident Evil and Silent Hill

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The Sinking City 2 lascia l’open world e diventa un survival horror puro: ecco cosa cambia

Tempo di lettura: 3 minuti

The Sinking City 2: la sopravvivenza orrorifica lovecraftiana che rivaleggia con Resident Evil e Silent Hill

Frogwares abbandona il mondo aperto e si tuffa a capofitto nel survival horror classico con The Sinking City 2, come riportato in anteprima da Rock Paper Shotgun. Il primo The Sinking City aveva spigoli e un contenzioso legale alle spalle, ma brillava per l’amore genuino verso il lore lovecraftiano. Il sequel, atteso entro la fine dell’anno, è finalmente libero da quelle traverse legali e, sviluppato da un team ucraino nel mezzo dell’invasione russa, mescola ancora una volta orrore cosmico e politica reale.

Abbiamo potuto provare una build in anteprima di The Sinking City 2. Il gioco sembra un’opera indipendente che reimmagina i punti di forza del predecessore. L’atmosfera di una città del Massachusetts allagata e assediata da forze ultraterrene è ancora presente, ma al posto di una struttura open world troppo diluita arrivano i corridoi stretti e l’ansia a tempo del survival horror.

Un trailer per entrare nell’atmosfera

Survival horror lovecraftiano: finalmente una formula azzeccata

A parte i pionieri come Alone in the Dark ed Eternal Darkness, è difficile trovare un gioco nella formula Resident Evil/Silent Hill direttamente legato a Cthulhu e ai suoi simili. The Sinking City 2 punta a cambiare le cose. Il protagonista Calvin gestisce munizioni limitate, cerca porte chiuse e rompicapi, trova chiavi e oggetti per superare gli ostacoli, e schiva nemici barcollanti e striscianti.

Tra un terrore e l’altro si incontrano le familiari Safe Room, decorate con i ricordi dell’appartamento che Calvin condivideva con l’amata Faye, ora in coma. Come da tradizione, un grammofono suona musica inquietantemente calma mentre si salva la partita.

Due aree in anteprima: strade di Arkham e l’ospedale Akeley

La preview ha mostrato due zone che richiamano i capisaldi del genere: le strade fatiscenti di Arkham (una specie di Raccoon City negli anni ’20, ma sommersa dall’acqua) e l’interno dell’Akeley Memorial Hospital (che evoca il dipartimento di polizia di Raccoon City). In entrambe, Calvin è tormentato dagli Slither – vermi che si insinuano nei cadaveri e li rianimano come zombie, ma in chiave lovecraftiana – e dagli Stygian, ragni saltellanti già visti nel primo capitolo, ma più problematici qui per la scarsità di munizioni.

Frogwares ha studiato dai grandi e ha adattato il proprio approccio. Per chi ha apprezzato i recenti Resident Evil Requiem e Silent Hill f, The Sinking City 2 offre molto da gustare, anche se Calvin è meno memorabile all’inizio rispetto a Leon Kennedy, Grace Ashford o Hinako Shimizu. Le sue traversie sono però un po’ più cerebrali.

Indagini da detective: la bacheca delle prove

Il primo Sinking City, come i giochi di Sherlock Holmes di Frogwares, presentava indagini in cui il protagonista analizzava scene del crimine e collegava indizi, ricostruendo mentalmente la dinamica della morte. The Sinking City 2 sostituisce il palazzo mentale con una bacheca investigativa accessibile dal menu, che permette a Calvin di creare connessioni tra vari documenti sparsi per Arkham.

A prima vista sembra solo un modo per organizzare gli appunti, spesso scritti da persone sull’orlo del crollo mentale. Ma quando si scopre che collegare i documenti fornisce una valuta per potenziare Calvin, il processo diventa molto più interessante. L’aspetto organizzativo si rivela vitale: uno dei puzzle incontrati, che richiedeva di disporre simboli su un monolite per abbinarli a varie divinità della mitologia lovecraftiana, è stato così complesso che abbiamo dovuto usare un taccuino fisico mentre consultavamo gli indizi della bacheca.

Un sequel che impara dagli errori

Questa dinamica ha fatto sentire come un vero detective privato. Il primo The Sinking City, nei suoi momenti migliori, riusciva a trasmettere questa sensazione, ma era appesantito da imperfezioni e da un mondo di gioco troppo vasto, che diluiva l’intimità di un buon mistero.

The Sinking City 2, con il suo nuovo focus, sembra intenzionato a evitare quell’errore. Combina la suspense del survival horror con la risoluzione di enigmi tipica delle avventure classiche. Frogwares ha dovuto affrontare molte difficoltà per portare questo sequel al traguardo, e se il prodotto finale manterrà questa promessa, forse avremo finalmente un buon gioco di Cthulhu in grado di competere con ciò che Pyramid Head e Nemesis hanno regalato agli appassionati del genere.

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