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Seasons of Solitude è un malinconico gioco di strategia a turni con mappe preistoriche in continua trasformazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Adesso disponibile una demo su Steam.

 

Un mix suggestivo di gioco di sopravvivenza e strategia a turni, Seasons of Solitude narra le vicende di un membro di una tribù preistorica esiliato, impegnato a preservare l’ambiente che lo circonda. Frutto del lavoro dello studio estone Ninjarithm, il gioco trae ispirazione dai miti estoni.

Disponibile una demo su Steam, alla quale ho dedicato poco tempo. Tuttavia, il gioco si preannuncia interessante, tanto da volerlo presentare prima del fine settimana. Si prega di non considerare il montaggio frenetico del trailer qui sotto: pur offrendo una panoramica delle meccaniche, non rende appieno l’atmosfera contemplativa del gioco stesso.

Ciò che mi attrae inizialmente è il mondo esagonale, in continua trasformazione sia autonomamente che in risposta alle azioni del giocatore. Tra i cambiamenti più significativi troviamo l’alternarsi delle stagioni, che rende più difficile la ricerca di cibo nei mesi più freddi, e la comparsa di sciami di api che bloccano l’accesso alla frutta, o di animali più grandi che si nutrono dei raccolti.

È possibile intrappolare o allontanare questi animali, ma ciò influisce negativamente sull’ecosistema, con conseguenze a catena in altre aree. Sarà necessario costruire rifugi e creare strumenti come vanghe di pietra, ma anche coltivare e riparare le aree per sostenere la vitalità dell’intera mappa. I comandi di base sono semplici: si utilizzano punti limitati per muoversi ed eseguire azioni specifiche, quindi si tiene premuto il tasto F per terminare il turno e far avanzare l’anno.

Un altro aspetto interessante è che il protagonista non è solo, o meglio, è solo con i propri pensieri in senso più concreto. L’Esiliato è accompagnato da un’Eco, una manifestazione spettrale dei suoi bisogni e desideri, che funge da secondo personaggio giocabile. Probabilmente, questo è l’elemento chiave tratto dai miti estoni. È fondamentale mantenere separate le due incarnazioni del protagonista, poiché la loro presenza nella stessa area evidenziata in verde incrementa l’impatto ecologico. Tuttavia, è necessario utilizzarle in sinergia, perché se eseguono le stesse azioni su aree simili distinte, si ottengono bonus. Forse c’è una morale in tutto questo.

Apprezzo la grafica, che combina tonalità vegetali luminose con piccoli movimenti delicati, come il vento tra i rami o l’acqua che sgorga quando le aree si trasformano. Trovo il tutorial un po’ confuso per quanto riguarda dettagli come la distinzione tra aree e regioni più ampie, ma non sembra nulla di insormontabile. Non è ancora stata annunciata una data di uscita. La demo è disponibile su Steam. Chi apprezza questo gioco, potrebbe trovare interessante anche Folk Emerging.

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