Ark modder issues statement after being called "lazy" and "uncreative" for reusing assets from an abandoned game

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In risposta a “poco creativo”: il modder di Ark spiega perchè ha usato risorse Atlas nell’aggiornamento ufficiale

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo sviluppatore di Astraeos spiega il riutilizzo di asset da Atlas

Secondo quanto riportato da PCGamesN, una dichiarazione è stata rilasciata dallo sviluppatore di mod Nekatus per rispondere alle accuse di scarsa originalità sollevate dalla comunità. Il noto modder, a capo dello sviluppo delle mod per Nitrado, ha deciso di chiarire le ragioni dietro l’utilizzo di risorse prese dal gioco Atlas nell’ultimo aggiornamento della mappa ufficiale Astraeos per Ark: Survival Ascended.

ark survival ascended pyranthos statement

La controversia sul boss Hydraskos

Il punto focale delle critiche è l’aggiornamento Pyranthos per la mappa Astraeos, distribuito lo scorso 25 febbraio. I giocatori hanno prontamente notato che il nuovo boss Hydraskos presenta una somiglianza impressionante con il boss Hydra del gioco Atlas, un titolo open-world in early access dello stesso team di Ark che non riceve aggiornamenti da oltre due anni. La comunità ha etichettato la scelta come “poco creativa” ed “economica”.

Nella sua dichiarazione, Nekatus ha affrontato direttamente queste accuse. Lo sviluppatore ha spiegato che il suo ruolo primario è quello di level designer, e come tale non si occupa personalmente di modellazione, texturing, animazione o coding. Questa specializzazione, secondo la sua spiegazione, è la ragione principale per cui ha optato per il riutilizzo di asset esistenti, piuttosto che intraprendere il processo più lungo di creare contenuti completamente nuovi dallo zero.

“Leggere che sono poco creativo o che è una scelta da poco conto non fa piacere”, ha affermato Nekatus, aggiungendo che probabilmente avrebbe ricevuto meno reazioni negative se avesse importato creature più basilari di Atlas, come il ragno, il gorilla o il drago, nella mappa Astraeos. “Atlas ha delle creature davvero belle… Mi piacerebbe vederne di più in Ark, e spero che altre arriveranno”, ha concluso lo sviluppatore.

La difesa della comunità

Non tutti i giocatori hanno giudicato negativamente la scelta. In seguito alla dichiarazione, molti membri della community si sono schierati a difesa di Nekatus. Diversi commenti hanno definito il riutilizzo e il riadattamento di asset una mossa “intelligente, non pigra”, sottolineando come non ci sia nulla di male nel far confluire contenuti di Atlas in Ark, considerando l’attuale stato di abbandono del gioco pirata. Alcuni hanno persino paragonato la situazione a un salvataggio: perché lasciare che le creature di Atlas si estinguano definitivamente?

Lo stato dimenticato di Atlas

Il contesto in cui si inserisce questa vicenda è lo stato comatoso di Atlas. Il gioco, lanciato in early access nel 2018 e descritto dal suo publisher come “uno dei mondi online più ambiziosi di tutti i tempi”, faticò a mantenere il suo slancio iniziale. Nonostante un picco di circa 40.000 giocatori contemporanei durante la stagione delle feste del suo lancio, ne aveva persi quasi l’80% entro marzo dell’anno successivo. Il titolo, inizialmente previsto in accesso anticipato per circa due anni, non ne è mai uscito. L’ultimo aggiornamento registrato risale al 30 maggio e si è concentrato esclusivamente sulla “risoluzione di problemi chiave”, lasciando il gioco in una sorta di limbo senza nuovi contenuti significativi da allora.

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