Some of Resident Evil Requiem's regular zombies remember being alive

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Resident Evil Requiem: i nuovi zombie hanno memoria (e ti cambiano il modo di giocare)

Tempo di lettura: 2 minuti

Nuovi dettagli su Resident Evil Requiem: gli zombie conservano frammenti di memoria

Secondo quanto svelato in un recente showcase di 13 minuti esaminato da Rock Paper Shotgun, il prossimo capitolo della saga horror si arricchisce di un elemento narrativo intrigante. Il direttore Koshi Nakanishi ha illustrato aspetti di gameplay e una particolare attenzione al design dei nemici comuni.

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Leon, Grace e il nuovo sistema di crafting

Lo showcase ha dedicato ampio spazio all’azione di Leon S. Kennedy, mostrandolo in combattimenti dinamici con calci, schivate e l’uso di armi come una motosega. Parallelamente, è stata presentata Grace, un nuovo personaggio il cui approccio è definito diametralmente opposto a quello dell’agente: più orientato alla furtività e all’osservazione. A differenza di Leon, Grace non dispone di grandi capacità di combattimento, ma può contare su una potente pistola d’emergenza. È emerso inoltre un nuovo sistema di crafting che permette a Grace di trasformare il sangue degli zombie in un vaccino per prevenire la reanimazione dei cadaveri.

La macchina di Leon e le iniziative promozionali

Una parte consistente del video si è concentrata su contenuti promozionali. Tra questi, collezionabili per il preordine, la partnership con GeForce Now e una collaborazione molto pubblicizzata con Porsche per il design dell’auto di Leon. Un elemento che, come sottolineato nel report, sembra rispondere più a logiche di marketing che a necessità narrative.

La caratterizzazione inedita degli zombie

L’aspetto più interessante trapelato dal commento di Nakanishi riguarda però i nemici base. Il regista ha infatti dichiarato: “Questa volta ci sono zombie che conservano caratteristiche della loro vita precedente”. Questa non è una semplice trovata estetica, ma sembra integrarsi nel gameplay, specialmente nelle sezioni di Grace.
Dalle immagini si vedono, ad esempio, un custode che continua a pulire ossessivamente gli specchi e un macellaio che ripete meccanicamente la parola “prossimo” davanti a banchi di lavoro vuoti. Alcune di queste routine residue offrono persino opportunità tattiche: uno zombie che aziona ripetutamente un interruttore della luce crea, infatti, zone d’ombra utili per l’infiltrarsi.

Non si tratta di una svolta pacifista o di un’introspezione emotiva profonda: l’articolo ricorda che Leon e la sua ascia saranno comunque molto occupati. Tuttavia, questo layer aggiuntivo promette di rendere più complesse e potenzialmente disturbanti le interazioni con la folla di infetti, andando oltre il mero ruolo di ostacolo da abbattere.

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