Un equilibrio ritrovato: come Resident Evil Requiem riunisce cuore horror e action moderno
Secondo quanto riportato dall’anteprima su PCGamesN, il prossimo capitolo della serie sembra voler colmare una frattura esistente da tempo nel franchise. Resident Evil Requiem, attraverso un abile dosaggio di due stili di gioco distinti, promette di riconciliare le anime della serie: la sopravvivenza horror delle origini e l’action dinamico delle iterazioni più recenti.

Un’intenzione dichiarata: due prospettive, due anime
La prima chiara dimostrazione di questa doppia natura viene dalle impostazioni predefinite. In Requiem, le sezioni dedicate a Grace, un nuovo personaggio dell’FBI descritto come un “impiegato di scrivania”, sono impostate per default in prima persona. Questo approccio mira a intensificare l’immersione e la tensione, permettendo di apprezzare i dettagli raccapriccianti dei nemici e enfatizzando il pericolo del combattimento ravvicinato e degli elementi stealth legati alla luce.

Al contrario, i segmenti di Leon S. Kennedy, ormai un sopravvissuto esperto e “indurito” dagli eventi passati, si svolgono in terza persona. Questa scelta valorizza le sue mosse corpo a corpo spettacolari e le sue finisher uniche, orientando la sua parte di gioco verso un’esperienza d’action più tradizionale.
Ritorno alle origini: il design della Clinica Rhodes Hill
Pur non essendo ancora stato mostrato il ritorno dell’RPD, l’ambiente principale dell’anteprima, la Clinica Rhodes Hill, sembra catturare fedelmente lo spirito delle location iconiche come la Spencer Mansion o il dipartimento di polizia di Raccoon City. È un luogo vasto e labirintico, pieno di vicoli ciechi, enigmi elaborati e indizi nascosti nei documenti raccoglibili. La sensazione è quella di un ritorno deliberato alle meccaniche di esplorazione e risoluzione di enigmi che hanno definito i primi titoli.

Anche la tipologia di minacce ricorda il passato. Oltre ai normali zombi, i corridoi della clinica sono pattugliati da boss imponenti che inseguono il giocatore in modo persistente, in uno stile simile a Mr. X o Nemesis. Durante la sessione di gioco, la redazione ha inizialmente creduto che questi nemici fossero invulnerabili e da evitare, salvo scoprire in seguito che potevano essere affrontati direttamente anche con Grace.
Il dualismo narrativo: Leon eroe, Grace sopravvissuta
La caratterizzazione dei due protagonisti sembra essere funzionale a questa dicotomia di genere. Leon incarna ormai l’eroe d’action, esperto e risoluto. Grace, invece, viene presentata come una figura più fragile e timida, una “recluse triste e solitaria” secondo le lore di gioco, che spesso si trova in situazioni pericolose e bisognosa di essere salvata.

Secondo l’analisi del giornalista, questa scelta non è necessariamente un errore o un’occasione persa, ma un espediente narrativo deliberato. Affiancare il Leon ormai disincantato a una neofita vulnerabile permette a Capcom di riproporre quelle sensazioni di paura e spaesamento tipiche dei primi titoli, pur mantenendo intatta l’evoluzione del personaggio storico. Leon, in sostanza, diventa l’ancora di salvezza che consente alla storia di esplorare l’horror da una nuova prospettiva.

Meccaniche classiche in un contesto moderno
L’ispirazione al Resident Evil più tradizionale emerge anche nei dettagli di gioco. La gestione dell’inventario è descritta come “rigida”, specialmente nelle fasi di Grace, con la necessità di espanderlo tramite le iconiche borse da fianco. Queste possono essere trovate nell’ambiente o acquistate da un cabinet di gioco utilizzando delle monete, in un sistema che ricorda quello di Resident Evil 7.

Anche il mitico Mr. Raccoon fa il suo ritorno come collezionabile. La funzione dei nastri d’inchiostro, invece, rimane per ora un punto interrogativo: sebbene un nastro vuoto fosse stato trovato in una preview precedente, durante il recente Resident Evil Showcase è stato rivelato che torneranno come oggetto per salvare la partita in una modalità difficoltà opzionale.

Conclusioni: una sintesi riuscita?
L’impressione generale è che Resident Evil Requiem stia tentando consapevolmente di offrire il meglio di entrambi i mondi. Da un lato, i segmenti di Grace e il design della Clinica Rhodes Hill attingono a piene mani dall’atmosfera claustrofobica e dalla struttura meticolosa della trilogia originale. Dall’altro, le parti di Leon sfruttano la spettacolarità e il dinamismo introdotti da Resident Evil 4. Il risultato, secondo l’anteprima, sembra essere un equilibrio potenzialmente vincente, un incubo fresco che mira a soddisfare sia i fan di vecchia data sia chi si è avvicinato alla serie negli anni più recenti. Capcom sembra aver deciso di onorare appieno la duplice eredità della sua creatura più famosa.



