Oggi parliamo di Project Windless, a quanto pare l’industria verrà salvata da un enorme pollo guerriero. Secondo i recenti coverage e le analisi su testate internazionali come IGN US e le conferme dello State of Play di febbraio 2026, KRAFTON Montreal Studio sta facendo decisamente sul serio. La situazione è la solita: i publisher giganti cercano di svuotarvi il portafogli con microtransazioni stagionali, mentre un team capitanato da veterani del settore lavora a fari spenti a un mastodontico RPG premium, rigorosamente single-player e senza derive tossiche. C’è solo un piccolo dettaglio: dovrete aspettare.
1. Project Windless
Sviluppatore: KRAFTON Montreal Studio
Genere: Action RPG / Open-world
Piattaforme: PC (Steam, Epic Games Store), PlayStation 5, Xbox Series X|S
Data di uscita prevista: TBA (Nessuna data ufficiale. Essendo ancora un “Project”, preparatevi ad aspettare ben oltre il 2026)
Dimenticatevi nani, elfi e i classici, stucchevoli stereotipi del fantasy occidentale che ci propinano da quarant’anni. Basato sulla brutale saga letteraria coreana The Bird That Drinks Tears (ambientato 1500 anni prima degli eventi dei libri), questo titolo ci piazza nei panni del Re Eroe: un guerriero della razza Rekon alto quasi tre metri. In soldoni, un brutale ibrido umano-uccello incazzato col mondo. Niente indicatori luminosi che vi prendono per mano trattandovi da inetti. Il mondo è aperto, spietato e fonde un’estetica asiatica viscerale con un Unreal Engine 5 spinto al massimo.
Il vero fiore all’occhiello, però, è l’ambizione tecnica del combat system. Sfruttando un sistema proprietario definito “Mass Technology”, i dev promettono enormi battaglie campali. Sarete chiamati a farvi strada a colpi di doppie spade forgiate dalle stelle tra migliaia di nemici gestiti e animati in tempo reale sul campo di battaglia. Non è uno strategico e non ci sono cloni sullo sfondo che fanno finta di combattere: è un’imponente carneficina tattica uno-contro-tutti dove le vostre scelte esplorative forgeranno alleanze geopolitiche reali.
Perché potrei amarlo: perché amo Rooster Fight… no ok restiamo seri. L’industria ha un disperato bisogno di follia autoriale e di allontanarsi dalle estetiche plastificate a cui ci hanno abituato. Da ex-studentessa di visual design, ammirare un character design così atipico e coraggioso è ossigeno puro per chi è stanco della solita minestra. Massacrare intere armate nei panni di un pollo antropomorfo, senza connessioni always-online e senza battle pass, mi sembra la terapia perfetta contro l’esaurimento nervoso. Il gioco arriverà su PC e console di attuale generazione, ma non ha ancora una finestra di lancio. Mettetelo nel radar e portate pazienza: la roba fatta bene richiede tempo.



