Nine Dots Studio ha annunciato ufficialmente che Outward 2, l’atteso seguito dell’atipico gioco di ruolo survival, debutterà su PC il prossimo 7 luglio. Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, il titolo promette di mantenere l’accessibilità tecnica del predecessore, garantendo prestazioni fluide anche su configurazioni hardware datate grazie a impostazioni grafiche estremamente scalabili.
A differenza di molti RPG moderni che puntano tutto sul concetto di “prescelto”, Outward 2 continua a percorrere la strada del realismo fantasy. Il giocatore non veste i panni di un eroe leggendario, ma quelli di un comune avventuriero che deve lottare quotidianamente per la propria sopravvivenza in un mondo ostile. Questa filosofia “umana” si riflette ora anche nei requisiti tecnici, svelati attraverso un trailer ironico dedicato ai cosiddetti “PC patata”.
Il video promozionale mostra il gioco girare al massimo della qualità visiva per poi passare alla modalità “potato”, pensata per chi non possiede componenti di ultima generazione. Per avviare il titolo a 720p e 30 FPS, saranno sufficienti una scheda video Geforce GTX 750 Ti, un processore FX 3600 X6 e 8 GB di RAM. Si tratta di una scelta precisa degli sviluppatori di Nine Dots Studio, che intendono permettere a una platea più vasta possibile di esplorare le nuove terre di Aurai senza dover investire cifre esorbitanti in aggiornamenti hardware.
Beta chiusa e nuovi contenuti
Prima del lancio ufficiale, previsto tra meno di due mesi, gli appassionati potranno testare il gioco durante una fase di closed beta che si terrà dal 26 maggio all’8 giugno. Gli interessati possono già registrarsi tramite il sito ufficiale dello studio o richiedere l’accesso direttamente sulla pagina Steam del gioco. La versione di prova permetterà di esplorare una regione boscosa segnata da un antico massacro, ora infestata da creature spettrali e pericoli ambientali.
In attesa della release, è già possibile aggiungere Outward 2 alla propria lista dei desideri su Steam. Il titolo si preannuncia come un’evoluzione naturale del primo capitolo, mantenendo intatto quel mix di esplorazione punitiva e gestione delle risorse che ha reso la serie un piccolo cult tra gli amanti dei giochi di ruolo più esigenti.

