Games Workshop vieta l’IA generativa nel design di Warhammer per scelta “molto cauta”
In un periodo di fervente dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’industria creativa, Games Workshop, la casa madre del wargame Warhammer, ha stabilito una politica interna molto restrittiva. Rock Paper Shotgun riporta che la società ha formalmente proibito ai propri dipendenti l’utilizzo di strumenti di AI generativa per la creazione o il design dei prodotti legati all’universo Warhammer.
La decisione, comunicata durante l’ultimo rapporto finanziario, riflette lo scetticismo dell’alta dirigenza verso questa tecnologia e la volontà di proteggere il lavoro degli artisti umani che da decenni alimentano l’immaginario della marca.
Una posizione “non emozionante” e orientata alla protezione
Intervenuto nella presentazione dei risultati, l’Amministratore Delegato di Games Workshop, Kevin Rountree, ha ammesso di non essere un esperto in materia, ma ha chiarito che nemmeno i pochi manager senior interni che lo sono “sono entusiasti al riguardo”. La politica aziendale scaturita da questo orientamento è definita “molto cauta”.
Un argomento molto ampio e, ad essere onesti, non sono un esperto in materia. Abbiamo alcuni manager senior che lo sono: nessuno è ancora così entusiasta. Abbiamo concordato una politica interna per guidarci tutti, che attualmente è molto cauta, ad esempio non consentiamo contenuti generati dall’IA o che l’IA venga utilizzata nei nostri processi di progettazione, né il suo uso non autorizzato al di fuori di GW, incluso in qualsiasi nostro concorso. Dobbiamo anche monitorare e proteggerci da una prospettiva di conformità, sicurezza e governance dei dati: i motori di IA o machine learning sembrano essere automaticamente inclusi nei nostri telefoni o laptop, che ci piaccia o no.
Permetteremo a quei pochi manager senior di continuare a essere curiosi riguardo alla tecnologia. Abbiamo anche concordato che manterremo un forte impegno per proteggere la nostra proprietà intellettuale e rispettare i nostri creatori umani. Nel periodo oggetto del rapporto, abbiamo continuato a investire nel nostro Warhammer Studio, assumendo più creativi in molteplici discipline, dalla concezione e l’arte alla scrittura e alla scultura. Individui talentuosi e appassionati che rendono Warhammer la ricca ed evocativa proprietà intellettuale che i nostri appassionati e noi tutti amiamo.
Oltre alla tutela della proprietà intellettuale e alla salvaguardia dei “creatori umani”, Rountree ha espresso anche una certa irritazione per l’imposizione di tecnologie di AI generativa “automaticamente incluse” nei dispositivi aziendali, indipendentemente dalla volontà dell’utente.
Le ripercussioni sui partner e il contesto dell’industria
La nuova regola, come specificato, si applica per ora al solo personale interno di Games Workshop. Non vieta esplicitamente l’utilizzo da parte dei partner, inclusi gli studi di sviluppo di videogiochi. Tuttavia, data la storica attenzione della società su come il suo universo viene ricreato da terze parti, è probabile che la posizione influenzi anche le collaborazioni esterne. Un esempio citato riguarda Owlcat Games, lo studio dietro Warhammer 40,000: Dark Heresy, che nel 2024 aveva rivelato di utilizzare AI generativa “per ulteriori lavori sui concetti e per accelerare alcuni processi interni”.
La decisione di Games Workshop si inserisce in un panorama dell’industria videoludica diviso. Se da un lato ci sono evangelisti dell’AI in ruoli di vertice in aziende come EA e Ubisoft, o lo studio coreano Shift-Up (Stellar Blade), dall’altro la resistenza è in crescita. Running With Scissors ha recentemente cancellato un intero gioco dopo le accuse di uso di AI generativa in un trailer. L’editore Hooded Horse ha bandito l’arte prodotta con AI dai suoi titoli, mentre Larian Studios, creatori di Baldur’s Gate 3, hanno parzialmente fatto marcia indietro sui propri piani di utilizzo per il prossimo Divinity.
Il caso Displate e la tutela del community
Un altro elemento che ha senza dubbio influito sulla scelta di Games Workshop è la sensibilità della sua vastissima comunità di appassionati, celebri per il lavoro manuale di pittura delle miniature e per l’attaccamento all’estetica della marca. Temi come l’appropriazione dello stile artistico per il “training” dei modelli di IA e la difesa della creatività umana sono molto sentiti.
Recentemente, la piattaforma di poster Displate si è trovata al centro di polemiche dopo che alcuni utenti avevano sollevato “bandiere rosse” AI in un’opera d’arte ufficiale di Warhammer 40.000, un episodio che ha evidenziato quanto la comunità sia vigile sull’argomento. La nuova politica di Games Workshop rafforza il messaggio di un impegno verso i creatori “in carne e ossa”, confermato dall’annuncio di nuovi investimenti e assunzioni nel Warhammer Studio durante il periodo finanziario in esame.
