Non esiste genere videoludico che io tema e desideri al tempo stesso quanto i bullet hell shoot ‘em up. Trovo che questi eredi delle sale giochi siano irresistibilmente affascinanti. Sembrano rappresentazioni di come immagino appaia il sistema nervoso umano a entità superiori. Allo stesso tempo, dubito siano concepiti per essere elaborati da un cervello umano. Sono il tipo di gioco che gli androidi apprezzeranno, una volta sterminata la nostra specie.
Nel panorama degli shmup, la serie Touhou Project si erge come un’eccezionale costellazione di brillantezza. Nata nel 1997, comprende 20 titoli principali e 13 spin-off, tutti opera di Team Shanghai Alice, uno studio composto apparentemente da un’unica persona, Jun’ya Ōta, con sede a Nagano, in Giappone. La serie ha generato un vasto universo di opere create dai fan. Oggi esce un altro fan game, Touhou Kouzougi ~ Flickerframe Shutter Festival, sviluppato dallo sviluppatore brasiliano Ryann Thierry. ‘Paparazzo Tengu’, dite? Sembra valere un breve articolo. Ecco un trailer.
Scrivo di Flickerframe Shutter Festival in parte perché la colonna sonora del trailer mi piace molto – la musica del gioco è opera di Benji Tunez, e sembra essere piena di riferimenti ad altre produzioni Touhou – e in parte, perché è la prima volta che mi imbatto nel concetto di “photography bullet hell”. Come in altri shmup, l’idea di base è sopravvivere in uno scenario che sembra un tornado pieno di meduse urticanti. La novità è che, invece di limitarsi a respingere i proiettili, si cerca di immortalare il momento perfetto.
“Usa la tua fotocamera per scattare foto ai boss, mentre schivi i loro proiettili!”, spiega la descrizione. “Acquisisci nuove abilità dai tuoi clienti per facilitarti il compito! Cerca di scattare le foto più incredibili per superare i tuoi record!”
Fotografare i boss fino alla morte: che idea! Penso che potrei persino essere in grado di padroneggiarlo, dato che una competenza di un giornalista di videogiochi poco nota è quella di fare screenshot durante i combattimenti. Per un professionista, non c’è vergogna più grande di dover illustrare la descrizione di un attacco nucleare con l’immagine del protagonista che guarda un tavolo, o qualcosa del genere.
Certo, al giorno d’oggi è possibile automatizzare gli screenshot, ma ho sempre preferito il tocco personale – e sono sicuro che questa testardaggine vecchia scuola mi sarà utile quando cercherò di finire Flickerframe Shutter Festival. Che potete trovare su Steam.



