What's on your bookshelf: Fucksweeper and HoloVista's Nadya Lev

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Da Las Vegas agli incantesimi: la mente dietro Fucksweeper svela i libri che l’hanno cambiata

Tempo di lettura: 3 minuti

Nadya Lev tra Letteratura, Videogiochi e Magia Nera: Un Viaggio nelle Sue Letture

Rock Paper Shotgun ha recentemente intervistato Nadya Lev, co-fondatrice dello studio newyorkese Aconite e sviluppatrice del videogioco “Fucksweeper”, oltre che mente dietro il gioco per cellulari in realtà aumentata “HoloVista”. Lev, editrice della rivista alternativa americana Coilhouse e docente su argomenti che spaziano dalle tecniche di controllo mentale dell’era sovietica agli antichi incantesimi del Libro dei Morti egiziano, ha condiviso le sue preferenze letterarie attuali e future.

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Le Letture Attuali: Scienza, Caso e Cabala

Nadya Lev è attualmente immersa nella lettura de “The Eudaemonic Pie”, un libro di saggistica che narra la storia di un gruppo di fisici della Bay Area che, negli anni ’70, cercarono di battere la roulette a Las Vegas. Il loro piano, basato sulla fisica newtoniana per prevedere la caduta della pallina, prevedeva l’uso di un microcomputer nascosto in una scarpa e comunicazioni segrete tramite picchiettii dei piedi. Il concetto di Eudaemon, qui inteso come “spirito algoritmico”, guida silenziosamente i risultati, richiamando l’antica idea di uno spirito benevolo portatore di fortuna.

Il suo libro più recente è stato “A/S/L” di Jeanne Thornton, descritto come un’opera profondamente mistica, divertente ed emozionante che segue tre donne trans che si incontrano online nel 1998 e tentano, senza successo, di sviluppare un gioco chiamato “Saga of the Sorceress”. Il libro è un omaggio al mondo di ZZT, un sistema di creazione di giochi ASCII, all’internet degli anni ’90, alla Cabala ermetica e alla condizione dell’artista. La storia, che abbraccia dal 1998 al 2016, esplora come il processo di creazione del gioco abbia segnato le loro vite in modi diversi.

Prossime Letture e Opere Future

Lev è in trepidante attesa di “Making” di Miracle Jones, il quarto volume della serie di sette libri intitolata “The Fold”. I primi tre, inclusa l’opera d’esordio “Sharing”, sono descritti come “folli e strabilianti”. La serie, secondo Lev, offre una prospettiva completamente nuova sul genere fantasy, allontanandosi dalle tradizionali ambientazioni europee per esplorare un fantasy puramente “americano”, con elementi come tavole calde, attrazioni stradali, città multietniche, puritanesimo e criminalità.

I racconti di Miracle Jones, disponibili gratuitamente sul suo sito miraclejones.com, sono definiti “sconvolgenti”, spaziando tra horror, fantascienza e storie troppo eccentriche per essere classificate. La scrittura di Jones si ritrova anche in “Fucksweeper” e nel prossimo gioco di Aconite, ancora da annunciare.

Scene Indelebili e Libri da Consigliare

Tra le scene letterarie che la colpiscono maggiormente, Lev cita un passaggio da “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov, meno famoso del “Gran Ballo di Satana” ma per lei ancora più significativo. Si tratta del momento in cui Margarita, dopo aver stretto un patto con Satana, riceve una crema da Azazello, uno dei servi di Satana. Applicando la crema per trasformarsi in strega e ospitare il ballo, Margarita sperimenta una trasmutazione selvaggia e gioiosa, volando su una scopa e distruggendo l’appartamento di un uomo che odia.

Un libro che Nadya Lev consiglia vivamente ai suoi amici è “Il Cardellino” di Donna Tartt. Lo considera un vero capolavoro della letteratura moderna, in grado di dipingere un quadro bellissimo di una New York perduta e di una desolata Las Vegas suburbana. Le tematiche universali, la tristezza e l’umorismo, insieme alla straordinaria prosa, rendono la lettura un’esperienza coinvolgente che fa sentire come se si fosse vissuti un’altra vita.

Borges Trasformato in Gioco: Un Desiderio Videoludico

Lev esprime il desiderio di vedere “Labirinti” di Borges adattato a un videogioco, magari sotto forma di una serie di piccole vignette, sullo stile di “The Beginner’s Guide”. Le infinite biblioteche, i labirinti che si ripiegano su se stessi, i giardini dove ogni percorso esiste simultaneamente e le storie all’interno di storie offrono un materiale ricchissimo per mondi giocabili. Lev cita una presunta affermazione di David Foster Wallace secondo cui leggere un racconto di Borges è come giocare a un gioco di cui non si conoscono le regole, sottolineando come le sue storie siano già intrinsecamente giochi. Sebbene un livello del gioco “Manifold Garden” sia stato ispirato da Borges, Lev desidera ardentemente ulteriori adattamenti.

In chiusura, il giornalista suggerisce la lettura della monografia di Brendan Keogh “The Videogame Industry Does Not Exist”, la quale, pur non essendo certo di trattare le cerimonie di premiazione del settore, mette in discussione le supposizioni sulla produzione di videogiochi e rivela la diversità e la precarietà delle comunità e degli approcci che ne fanno una pratica culturale significativa. La richiesta giocosa di un “eudaemon” che possa aiutarlo a “hackerare” il mercato immobiliare del Regno Unito conclude l’articolo con una nota di umorismo.

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