Il Direttore Creativo di Cyberpunk 2 Difende la Durata del Prologo di Cyberpunk 2077
Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, Igor Sarzynski, direttore creativo di Cyberpunk 2, ha recentemente commentato la durata della sezione iniziale di Cyberpunk 2077, prima del famigerato “colpo” che dà il via agli eventi principali del gioco. Nonostante alcuni giocatori abbiano espresso il desiderio di un prologo più esteso per approfondire il legame con Jackie Welles, Sarzynski ha difeso la scelta originale dello studio, argomentando che un’estensione avrebbe potuto compromettere l’esperienza complessiva.
La Controversia sul Prologo
Il dibattito sulla lunghezza del prologo di Cyberpunk 2077 è emerso sin dal lancio. Molti giocatori hanno notato come la narrativa principale subisca un’accelerazione significativa dopo il “colpo” al Konpeki Plaza, evento che introduce il personaggio di Keanu Reeves, Johnny Silverhand, e la minaccia incombente sulla vita del protagonista, V. Prima di questo punto cruciale, V scala i ranghi della malavita di Night City insieme a Jackie Welles. Questa sezione può essere più o meno lunga a seconda delle scelte del giocatore di dedicarsi (o meno) alle missioni secondarie, ma la maggior parte della sua progressione è racchiusa in una sequenza di montaggio.
CD Projekt Red stessa ha scherzato sulla tendenza dei giocatori a rimandare la risoluzione della “questione mortale” di V per esplorare la vasta Night City.
La Visione di Igor Sarzynski
In una serie di post su BlueSky (come notato da FRVR), Sarzynski ha risposto direttamente alla questione di estendere l’atto pre-colpo, affermando categoricamente che non avrebbe migliorato l’esperienza. Ha paragonato questa richiesta a voler “passare più tempo su Tatooine con il contadino Luke prima che si immischiatesse nelle faccende Jedi”.
So would extending Act 1 (before the heist) in CP77 make the game better?
- No it wouldn’t. It’s like saying we should spend more time on Tatooine with farmer Luke before he got involved with all this Jedi stuff.
(1/3)
— igor.sarzynski (@srznsk.bsky.social) 5 January 2026 at 13:41
Sarzynski ha sostenuto che il beneficio percepito di dedicare più tempo a sviluppare il legame con Jackie prima del suo destino, non avrebbe superato gli svantaggi di una narrazione più prolungata e meno focalizzata prima del twist fatale. Ha spiegato che la motivazione principale in questa sezione del gioco (“arrivare in cima”) è piuttosto vaga. Prolungarla senza una posta in gioco o una pressione ben definita avrebbe portato a un’esperienza troppo dispersiva e priva di focus, anche se riconosce che è possibile trascorrere fino a 20 ore esplorando Watson prima del colpo.
Riguardo alla capacità del prologo di creare un legame emotivo sufficiente con Jackie, Sarzynski ha ammesso che la percezione può variare da giocatore a giocatore, ma ha concluso: “Tutto sommato, penso che abbiamo trovato un buon equilibrio”.
Riflessioni sull’Esperienza di Gioco
L’articolo di Rock Paper Shotgun riflette sul fatto che l’inizio di Cyberpunk 2077 a volte sembri affrettato nel mettere in moto gli eventi per l’arco narrativo principale. La sequenza di montaggio dei primi lavori, ad esempio, rende difficile immergersi completamente nell’ascesa di V verso la leggenda di Night City. Vedere qualcuno “accelerare” attraverso i primi passi di questo percorso può allontanare il giocatore dall’esperienza, impedendo una visione più approfondita della vita quotidiana con Jackie.
C’è anche la questione del gioco che ti inonda di contenuti secondari, i quali possono far sentire il “pericolo di morte” imminente, che dovrebbe essere ineludibile dal secondo atto in poi, come qualcosa che si può rimandare. Sarzynski ha riconosciuto questo aspetto, scrivendo: “Se dovessi rifarlo, contestualizzerei i gig e le missioni secondarie come un modo per sfuggire alla morte in un’altra maniera, creando la propria leggenda. E forse bloccherei un finale specifico dietro il completamento di abbastanza contenuti secondari”. Questa potrebbe essere una lezione applicabile in qualche modo a Cyberpunk 2.
D’altra parte, il giornalista fa un paragone con giochi come Red Dead Redemption 2, che, pur essendo apprezzato per la sua lunghezza e ricchezza di dettagli, può risultare eccessivamente prolungato nella sua epopea western. Il punto di Sarzynski sulla durata dell’atto uno di Cyberpunk 2077 trova quindi un riscontro in esperienze analoghe.
Il Ruolo di Johnny Silverhand e le Nuove Voci
Un’altra critica mossa all’originale Cyberpunk è la costante presenza e i commenti di Johnny Silverhand, che a volte intaccano la capacità del gioco di lasciare spazio a momenti di contemplazione “alla Bladerunner”, riempiendo silenzi che altrimenti sarebbero perfetti. Questo aspetto, secondo l’autore dell’articolo, è stato gestito molto meglio nell’espansione Phantom Liberty, grazie all’introduzione di Songbird come seconda voce nella testa di V, offrendo una varietà di prospettive esterne sugli eventi.
Per quanto riguarda Jackie, nonostante il suo destino, il suo ruolo narrativo di “compagno d’inizio gioco stroncato nel fiore degli anni” è considerato sufficientemente efficace con la presenza che gli è stata data. Entrambi gli approcci, quello di Cyberpunk 2077 e quello di giochi più lenti, possono portare a esperienze videoludiche eccellenti.



