Capcom says it "will not implement any generative AI assets" into its games

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Capcom: “Nessun asset AI generativa nei nostri giochi”

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Capcom Smentisce l’Uso di Asset da IA Generativa nei Suoi Giochi

La celebre azienda giapponese Capcom, sviluppatrice di franchise iconici come Resident Evil e Street Fighter, ha recentemente chiarito la propria posizione sull’impiego dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo quanto riportato da GamesIndustry.biz, l’azienda ha categoricamente affermato che “non implementerà alcun asset generato dall’IA all’interno dei suoi contenuti videoludici”.

Un Chiarimento Cruciale dalla Riunione degli Azionisti

La decisione è emersa durante la riunione degli azionisti di Capcom, tenutasi a febbraio in seguito ai positivi risultati finanziari della compagnia. Sebbene la posizione sia netta per quanto riguarda gli asset direttamente inseriti nei giochi, la dirigenza ha specificato, come trascritto da Automaton, che l’IA verrà comunque utilizzata, ma con finalità diverse. L’obiettivo sarà quello di “migliorare l’efficienza e la produttività nello sviluppo dei giochi”.

Un portavoce dell’azienda ha ulteriormente dettagliato questo approccio: “Per questo motivo, stiamo attualmente testando vari metodi di utilizzo in tutti i nostri dipartimenti, inclusi grafica, suono e programmazione”. Questo indica un interesse nel potenziare gli strumenti interni e i flussi di lavoro, piuttosto che nel delegare la creazione diretta di elementi di gioco all’IA.

Il Contesto del Dibattito sull’IA nel Gaming

La dichiarazione di Capcom si inserisce in un dibattito sempre più acceso riguardo all’integrazione dell’IA generativa nell’industria dei videogiochi. La questione è stata particolarmente evidenziata da eventi recenti. Soltanto la scorsa settimana, ad esempio, una tech demo della tecnologia DLSS 5 di Nvidia ha mostrato “Resident Evil Requiem”, suscitando critiche per aver dato un’impronta “AI” a modelli di personaggi come Grace Ashcroft.

Già l’anno precedente, il direttore tecnico di Capcom, Kazuki Abe, aveva rivelato che lo studio stava “sperimentando con l’IA durante il processo di creazione delle idee”, utilizzandola per generare oggetti minori. Questo approccio più mirato e ausiliario sembra essere la direzione che l’azienda intende perseguire.

Il Caso Pearl Abyss: Un Avvertimento per l’Industria

Il tema dell’IA generativa ha recentemente creato qualche imbarazzo anche ad altri studi. Proprio ieri, Pearl Abyss, sviluppatore di Crimson Desert, ha annunciato un “audit completo” dei suoi asset di gioco dopo la “inclusione involontaria” di elementi generati dall’IA.

L’azienda ha confermato che “alcuni elementi visivi 2D sono stati creati come parte di un’iterazione iniziale utilizzando strumenti sperimentali di IA generativa” e che alcuni di questi sono stati “inclusi inavvertitamente nella versione finale”. Pearl Abyss ha ammesso la responsabilità, dichiarando che tale pratica “non è in linea con i nostri standard interni”. Questo episodio sottolinea la delicatezza e le sfide etiche e pratiche legate all’adozione di queste nuove tecnologie nel settore creativo.

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