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Gears of War è woke. I tempi sono cambiati.

Tempo di lettura: 5 minuti

Ho finito Gears of War. L’ultimo, quello nuovo e inclusivo. Sì, perché in rete, anche nei gruppi esteri, si sta scatenando un inferno per il fatto che sia woke. Le motivazioni principali sono tre e io che ho finito il titolo sono pronto a esaminarle tutte. Il motivo principale per cui l’ho finito è perché il gioco è davvero bello, ma volevo comunque terminarlo prima di scrivere l’articolo, cercando disperatamente questo woke di cui tutti parlano. E credetemi: non è stato facile trovarlo.

IL TOKEN GAY

Innanzitutto vi sono due donne molto mascoline. Una è la capitana Akila Grey, che praticamente spunta di tanto in tanto giusto per dire “andate qui e portate a termine la missione”. In tanti infatti si sono lamentati del fatto che non sia stato utilizzato un personaggio come Victor Hoffman. Sarà forse per il fatto che Hoffman non era il capitano ma un colonello e curiosamente, l’unico capitano che si vede nei primi capitoli (precisamente nel tre) è Quentin Michaelson, il tizio con i baffoni presente anche in questo Gears of War Eday.

“Ok” – direte voi – “Ma Mags, il membro dei Gears che ha addirittura una ragazza?”

Mags è un’ex operaia che ha i polmoni quasi collassati, tant’è che a un certo punto devono andare a prendere le medicine a casa sua. Lì, in mezzo a tutti i riconoscimenti che ha avuto in passato come gear, prende anche una foto della sua ragazza. E basta. Non sentiremo più parlare della fidanzata (forse alla fine quando tutto finisce e lei semplicemente riguarda la foto) o del fatto che sia lesbica… Nulla. Ok, ha un certo caratterino, cerca di spronare spesso Reyes e lo offende per la maggior parte del tempo (ma lo perculano tutti nella squadra). Per il resto niente, è un semplice membro della squadra.

Gill Gettner estará em Gears of War: E-Day - APXGears
A essere sincero, i fumetti di Gears of War non sono poi questo granché.

Ma ancora potrebbe sorgere qualche dubbio, del tipo: “In Gears 5 i personaggi donna erano tutti belli e sembravano delle modelle, qui perché ci sono solo personaggi brutti?” Senza ovviamente tenere conto della cecchina Bernadette “Bernie” Mataki in Gears of war 3 (presente anche come skin nel 4 e nel 5) e di Samantha Byrne visibilmente invecchiata nel 4. In ogni caso non è così per Gears of War Eday. Il personaggio femminile che più mi ha emozionato è statp il pilota di Raven Gill Gettner, che visivamente risulta pure più bella della controparte fumettistica. E non è gay né ha tratti mascolini, lavora persino con il marito. Oserei dire che è il personaggio più coraggioso, quello che in più di un’occasione salva gli altri. Non ci resta quindi che passare alla seconda motivazione per cui Gears of War sarebbe woke.

SOLO ROBA INCLUSIVA NELL’ONLINE

Nel gioco infatti sono disponibili tutte le bandiere del movimento LGBQT+. Che siate asessuati o bisessuali, non c’è problema, avete la vostra bandiera per giocare online. Una forte discriminazione che si ripete quando si scopre che è presente anche la bandiera, nonché tutte le skin di qualsiasi arma o stendardo, dei Metallica. Insomma, chi non ascolta solo la trap si sentirà sicuramente discriminato (anche se chi ascolta solo la trap un po’ se lo merica). Però non ricordo i Metallica come paladini del woke…

Game Music Digest | Gears of War x Metallica & DOOM Composer Mick Gordon Headlines UK Metal Festival
Non m piace spendere soldi per le skin, ma chi non è tentato dall’acquistare questa?

E poi non ce le spiattellano nemmeno davanti, non è che la prima selezione sono ‘ste bandiere e sti emblemi. Ci sono le bandiere base, quelle dei personaggi, quelle delle locuste, quelle speciali, quelle delle armi e solo in fondo, dopo le bandiere degli stati, troviamo quelle su pride e compagnia bella. Al contrario dello stendardo dei Metallica, quello si trova facilmente, così ti possono vendere il DLC delle skin delle armi. Anche per quanto riguarda le Skin, Akila Grey che nel gioco compare prima è subito dopo quella di Gill.

PRIMA NON ERA COSÌ

Resta quindi il terzo punto, quello per cui Marcus e Dom sono troppo buoni con Mags e sono troppo affettuosi fra loro. Lasciamo perdere il discorso di Mags, penso che chiunque becchi un collega a tossire fino a sputare sangue cerchi di essere gentile con lui, ma ciò che fa rabbia è proprio il fatto che Marcus arrivi ad abbracciare Dom. Praticamente Dominic si rende conto che forse ha perso la moglie e i figli, quasi impazzisce e Marcus dovrebbe restare serio e dirgli “Smettila, sii uomo.”

Gears of War: E-Day Should Give Dom the Characterization He Deserves
Dominic appare più tenero? Beh, vi ricordo che in questo capitolo Dominic nel gioco è un soldato che nemmeno conosce l’esistenza delle locuste. Provate ad andare avanti nel gioco e vedrete il suo cambiamento.

Però sta di fatto che il personaggio LGBQT+, c’è così come quegli stendardi. Nei primi giochi mai si sarebbero sognati di metterli. Io invito tutti a vedere i primi film della serie Arma Letale e il film Harley Davindson & Malboro Country. Film dove vi sono offese omofobe fatte dai personaggi “buoni”, dove non si fanno sconti a nessuno. E tali film dovrebbero essere censurati? Certo che no, anzi, quelle scene fanno sorridere perché quella è una realtà che non esiste più. I comedian di oggi che quando dicono a uno del pubblico ridendo “gay” non lo fanno per usarlo come insulto, ma perché risultano buffi nel farlo. Non è che prima i gay non esistessero… C’erano, ma non potevano avere voce e prenderli in giro non sembrava così male, strappava una risata. Ora è normale ritrovarsi un collega gay o conoscere una vicina sposata con un’altra donna: i tempi cambiano, la cultura si evolve. E questa realtà arriva anche nei videogiochi. Non si parlava di AI generativa nei vecchi Gears, se in questo l’avessero messa? Ci saremmo lamentati del fatto che negli altri non c’era e nel prequel sì?

Non nego che non ci sia stato un woke forzato in passato, rabbrividisco ancora a guardare l’offensivo (per tutti, compresa la comunità LGBQT+) Dustborn, odio la grafica a cartone di Dragon Age “faccio le flessioni” Veilguard e quando mi semplificano un titolo solo perché devono rispettare chi soffre di neuro divergenze (come se inserire livelli di difficoltà come hanno fatto con GOW fosse difficile), vado ai matti.

Ma tale woke forzato sta scomparendo. La società di consulenza Sweet Baby Inc., che tanti temono, non si vede più tanto in giro e il portfolio nella sua pagina ufficiale è praticamente svanito, Microsoft si pente d’aver messo un personaggio “brutto” nel trailer Fable e lo sostituisce con uno bello, ricordando che in quel gioco si utilizza un editor, quindi puoi farlo come ti pare. Ma incontreremo ancora personaggi gay nei giochi e a volte penseremo, erroneamente, che quel tizio nero sia stato messo lì solo per il colore della sua pelle. Probabilmente ci sarà anche qualche forzatura che snatura un po’ un gioco, ma saranno eccezioni.

Perché i tempi sono cambiati.

Per fortuna.

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