I brevetti di Sony sulla realtà virtuale stanno passando a Meta, e nei registri dell’ufficio brevetti statunitense ne risultano già trasferiti quarantatré. Dietro quelle registrazioni, depositate fra il 30 giugno e il 18 settembre 2026, c’è un accordo firmato il 17 dicembre 2025 che riguarda in tutto 419 titoli nel mondo, di cui 180 negli Stati Uniti. Il dettaglio che quasi nessun titolo ha riportato è chi vende: sulle carte compare Sony Group Corporation, la capogruppo, non Sony Interactive Entertainment, cioè la divisione PlayStation.
La notizia è stata data per prima da ZDNet Korea ed è stata ripresa il 7 ottobre da Road to VR, che ne ha anche indicato i limiti: né Sony né Meta hanno commentato, le condizioni economiche restano riservate, e la tesi di un ritiro di Sony dal settore è presentata come un’ipotesi dell’autore. Due giorni dopo l’ha ripresa anche GamesIndustry.biz.
Cosa c’è scritto nei documenti
VR.org ha ricostruito la storia di proprietà di tutti e quarantatré i titoli, ed è il conto più preciso disponibile. Le registrazioni arrivano in cinque riprese: due il 30 giugno, sedici il 23 luglio, quattro il 29 luglio e ventuno il 18 settembre. Nel conteggio ci sono due numeri che risultano errori di inserimento, cioè domande che con Sony non c’entrano, e quattro brevetti collegati fra loro: tolte quelle righe, le posizioni statunitensi intestate a Meta sono trentasette.
Per Meta ha firmato Jeremiah Chan il 29 aprile 2026, per Sony Asashi Shimodaira il giorno successivo. L’elenco allegato all’accordo conta 419 righe: 180 statunitensi, 96 giapponesi, 81 cinesi, 27 tedesche e trentacinque distribuite fra altri paesi. I depositi vanno dal 2010 al 2022, dodici titoli riguardano esplicitamente i visori da indossare sulla testa e gli altri coprono il controllo degli schermi, l’elaborazione delle immagini per gli oggetti virtuali, la distribuzione dei contenuti e un meccanismo per smaltire il calore.
Anche le scadenze dicono qualcosa. Fra le posizioni statunitensi la prima scade il 21 settembre 2028 e l’ultima il 10 agosto 2041, e circa due terzi, centoventidue righe, restano valide fino al 2036 o oltre. Non è un pacchetto di brevetti vecchi messi via per far spazio: una buona parte vale per un altro decennio.
La lettura facile e quella che regge
Il titolo immediato è la fine della realtà virtuale di PlayStation, e non è quello che i documenti dicono. Nessuna delle due aziende ha dichiarato che PlayStation VR2 sia chiuso, il visore è ancora in catalogo, e chi lo possiede continua a usarlo: un trasferimento di brevetti non tocca l’hardware già venduto né i giochi già comprati.
La spiegazione più noiosa è anche quella che si regge sulle carte. Una capogruppo che non compete più in un mercato monetizza un portafoglio di brevetti vendendolo a chi in quel mercato ci sta ancora, e lo fa a sei mesi di distanza dalla firma perché le registrazioni, a quanto si vede, procedono a gruppi mano a mano che gli studi legali incaricati se ne occupano. Road to VR aggiunge che difficilmente quei titoli cambieranno i piani di Meta sul prodotto, e che il vantaggio vero è togliere di mezzo un concorrente potenziale prima dei suoi occhiali, previsti per la primavera del 2027 a 1.300 dollari.
Com’era andato PlayStation VR2
Il visore è uscito a febbraio 2023 a 550 dollari, con pochi giochi importanti al lancio, e più di un anno dopo Sony ha messo in vendita un adattatore che permette di usarlo su computer con i giochi della libreria Steam. Da allora la produzione di software dedicato si è assottigliata, e Shacknews ricorda che l’azienda non ha quasi mosso la piattaforma dal lancio.
Sul fronte dei brevetti, invece, Sony resta attivissima: negli ultimi mesi ne abbiamo raccontati due, quello per un controller che incassa pagamenti avvicinando la carta e quello per un sistema in cui l’intelligenza artificiale gioca al posto del giocatore raccogliendone i dati. Un brevetto depositato dice cosa un’azienda ha pensato, non cosa venderà; un brevetto venduto dice che ha deciso di non pensarci più.
Cosa non si sa
Non si conosce la cifra pagata, non c’è una dichiarazione di nessuna delle due aziende e non c’è nessun annuncio sul futuro di PlayStation VR2. Le restanti 143 posizioni statunitensi dell’elenco, a quanto si vede dal modo in cui sono state registrate finora, arriveranno probabilmente a gruppi nei prossimi mesi, e sarà quel calendario a dire se il trasferimento è una pulizia di portafoglio o l’uscita definitiva da un mercato.


