Una scena di 1666: Amsterdam, l'action adventure di Panache Digital Games

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1666: Amsterdam, Désilets dice che l’intelligenza artificiale è sparita del tutto

Tempo di lettura: 3 minuti

In tre mesi Panache Digital Games ha dato tre versioni diverse del rapporto tra 1666: Amsterdam e l’intelligenza artificiale generativa, e l’ultima contraddice quella di due settimane prima. Alla gamescom, Patrice Désilets ha detto a GamesRadar+ che l’IA è stata usata all’inizio, in ideazione e pre-produzione, che è stata rimossa completamente e che non verrà più usata. Ha anche aggiunto di essere rimasto spiazzato dai resoconti usciti nelle settimane precedenti, sostenendo che le sue parole fossero state prese fuori contesto.

Conviene rimettere in fila le tre versioni, perché la differenza tra loro non è di sfumatura.

Giugno, agosto, gamescom

La prima versione è del giugno 2026. Dopo l’uscita del prologo gratuito su Steam, i giocatori avevano riconosciuto asset generati dentro il gioco e nelle immagini promozionali, copertina compresa. Lo studio aveva ammesso l’errore e promesso che l’accesso anticipato e la versione completa non avrebbero contenuto un solo asset generato. Fin qui, una gestione ordinaria di un incidente.

La seconda versione è di metà agosto, a un evento stampa. Désilets aveva spiegato che a un modello può chiedere settantacinque varianti della stessa illustrazione in tre secondi, cosa che con settantacinque illustratori non può fare. Poi aveva aggiunto che a un certo punto il team non si accorgeva più che quel materiale fosse generato, perché ci aveva fatto l’occhio. Aftermath ci aveva costruito sopra un pezzo durissimo, e noi avevamo raccontato quella dichiarazione per quello che diceva: gli strumenti generativi erano ancora nella lavorazione, in misura minore, e la separazione era tra strumento interno e asset spedito.

La terza versione è quella della gamescom. Non c’è più nessuna distinzione tra strumento interno e prodotto finito, perché secondo Désilets l’IA è uscita dal processo. Insider Gaming ha ripreso la dichiarazione con lo stesso taglio: usata all’inizio, tolta, non tornerà.

Cosa cambia, e cosa no

La cosa che rende questa terza versione più verificabile delle precedenti è che il gioco adesso esiste. 1666: Amsterdam è uscito in accesso anticipato su Steam ed Epic Games Store il 25 agosto 2026 a 29,99 euro, con uno sconto di lancio del 10% valido fino al 1° settembre. Panache lo pubblica da sé, senza editore esterno, e stima circa un anno di accesso anticipato per una campagna che al momento vale una quindicina di ore.

Sulla scheda Steam non compare il riquadro con cui Valve obbliga gli sviluppatori a dichiarare l’uso di contenuti generati con l’IA all’interno del gioco. La sezione sui contenuti per adulti c’è ed elenca violenza, sangue, contenuti sessuali, nudità e linguaggio forte; quella sull’intelligenza artificiale no. Vale quello che vale, cioè una dichiarazione formale che lo studio è tenuto a firmare davanti a Valve e che oggi dice una cosa sola: asset generati nel prodotto non ce ne sono. Il codice, quello, se lo guarda chi ci gioca.

Sull’accoglienza, invece, il quadro è meno lusinghiero e non c’entra l’IA. Le recensioni Steam complessive sono ferme a “nella media”: 557 recensioni, il 66% positive. Per un accesso anticipato a trenta euro è un risultato di mezzo, lontano dal ritorno trionfale che dal creatore di Assassin’s Creed qualcuno si aspettava dopo Ancestors: The Humankind Odyssey.

Perché la marcia indietro conta lo stesso

Che Désilets si senta frainteso è comprensibile, e la distinzione tra usare un modello per buttare giù duecento bozzetti in fase di ideazione e spedire quei bozzetti dentro il gioco è reale. Il problema è che quella distinzione l’aveva introdotta lui, non i giornalisti, e che la frase sul non accorgersi più della differenza l’ha detta davanti a dei giornalisti in un evento organizzato dallo studio. Non è materiale rubato da una chat interna.

Il punto pratico è che una posizione che cambia tre volte in tre mesi vale meno di una scheda prodotto. Il momento in cui il caso è nato, a giugno, non è stato un comunicato ma un giocatore che ha guardato bene un ritratto nel prologo. La verifica funziona ancora così, e adesso c’è una build intera da guardare invece di una demo da trenta minuti.

Noi la dichiarazione di metà agosto l’avevamo riportata così com’era stata fatta, e resta agli atti. Questa nuova la riportiamo allo stesso modo, con l’aggiunta che la prossima volta che qualcuno trova un’immagine strana dentro 1666: Amsterdam, Désilets avrà finito le versioni disponibili.

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