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Cinder City apre i test pre-alpha per lo shooter sci-fi ambientato a Seul

Tempo di lettura: 2 minuti

Cinder City: lo shooter che voleva 64GB di RAM apre i test

Cinder City, l’MMO sci-fi che ha fatto sobbalzare mezzo mondo per le sue richieste hardware fuori scala, si prepara al primo contatto ravvicinato con il pubblico attraverso un playtest pre-alpha, come segnalato da Rock Paper Shotgun.

Il test si svolgerà dal 14 al 16 agosto, ma l’accesso è blindato da due paletti invalicabili: bisogna aver compiuto almeno 16 anni ed essere residenti negli Stati Uniti. Chi soddisfa i requisiti può tentare la sorte registrandosi sul sito ufficiale per provare con mano un titolo che finora ha fatto parlare di sé più per i fogli di calcolo che per il gameplay.

Seoul tra mostri e memorie volatili

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, Cinder City è balzato agli onori delle cronache per aver inizialmente indicato 64GB di RAM come requisito consigliato. Una cifra folle che è stata successivamente dimezzata a 32GB, una quota che rimane comunque elitaria per la media delle postazioni gaming attuali. Il titolo ci proietta in una Seoul del prossimo futuro nei panni di un Cinderknight, termine altisonante per definire soldati cibernetici esteticamente impeccabili.

L’ambientazione mescola il classico scenario urbano futuristico con tinte horror: un misterioso incidente ha scatenato creature che sembrano uscite da un capitolo di Resident Evil, lasciando ai giocatori il compito di ripulire le strade. Nonostante la natura multiplayer, il focus è interamente rivolto al PvE in un mondo aperto che promette i pilastri tipici del genere, tra cui dungeon e raid.

Un gusto retrò sotto la scocca moderna

A livello visivo, il titolo presenta un’estetica pulita ma forse poco distintiva, con un’interfaccia diegetica che prova a immergere il giocatore nell’abitacolo del proprio soldato. Curiosamente, i movimenti e il feedback delle armi mostrati finora trasmettono un feeling che ricorda quasi l’era PlayStation 3, creando un contrasto stridente con il realismo della resa grafica e l’avidità di risorse hardware dichiarata dagli sviluppatori. Al momento non esiste ancora una finestra di lancio ufficiale, rendendo questo test un passaggio obbligato per capire se dietro i numeri ci sia della sostanza.

Ci sembra che Cinder City stia giocando una partita pericolosa. Puntare così tanto su requisiti hardware proibitivi crea un’aspettativa tecnica che il gioco, a guardare i primi filmati, non sembra ancora in grado di giustificare pienamente. Il rischio è quello di trovarsi davanti a un progetto mal ottimizzato che cerca di nascondere le proprie lacune dietro la bandiera dell’avanguardia tecnologica. Non ci convince del tutto questo sbilanciamento, ma scommettiamo che la curiosità di vedere se un PC “normale” riuscirà a farlo girare senza esplodere attirerà comunque l’attenzione della community.

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