Hermitage è un survival horror in prima persona in cui non si vince: si dura. Lo hanno fatto in due, Sarthak Das e Katha Haldar, sotto il nome techabsurdist, e dal 3 agosto è su Steam per Windows e Linux a 4,99 dollari, scontati a 3,99 fino al 17 agosto.
Si sta soli in una capanna a una stanza, nelle foreste sommerse dalla pioggia del Jharkhand, nell’India orientale. Fuori l’acqua è contaminata, la carne è contaminata, la frutta pure: non esiste una risorsa pulita, quindi ogni pasto che tiene in vita il personaggio lo deforma un po’ di più. Non c’è un boss e non c’è una via d’uscita. L’unico punteggio sono le mattine in più che si riesce a vedere.
I rituali al posto dei menu
La parte interessante è come il gioco sostituisce l’interfaccia con dei gesti. Una radio che trasmette solo scariche, una partita a carte per due giocata da soli, una preghiera a una maschera di Kali inchiodata a un albero. Sono le cose che si fanno per tenere insieme le giornate, e sono anche quello che riempie il diario: la storia di chi il personaggio ha perso non arriva da un filmato, si accumula una mattina alla volta.
La morte è definitiva. I predatori nella foresta cambiano comportamento man mano che la mutazione avanza, fino a non riconoscere più il giocatore come preda, e sulla scheda Steam ci sono dodici obiettivi e finali multipli, quindi le partite non finiscono tutte allo stesso modo.
Prima di comprarlo
Il gioco è in inglese soltanto, non c’è italiano nemmeno nei sottotitoli, e non ha ancora abbastanza recensioni utenti su Steam per avere una valutazione. Gira su Godot e chiede pochissimo: bastano 4 GB di RAM e una grafica integrata, con 150 MB di spazio su disco. Chi vuole provarlo prima di spendere ha una demo gratuita anche su itch.io, oltre a quella scaricabile da Steam.
A cinque dollari e con un download da 150 MB, il rischio che si corre è basso. Vale la pena dirlo perché Hermitage non prova a piacere a tutti: chiede di stare dentro una discesa senza vittoria possibile, e chi cerca progressione e potenziamenti farà meglio a guardare altrove. Sul canale dello studio ci sono i filmati per capire in due minuti da che parte si sta.


