Il futuro di The Blood of Dawnwalker: un’epopea vampiresca attraverso i secoli
Durante lo scorso Summer Game Fest, l’annuncio relativo a The Blood of Dawnwalker ha destato non poca sorpresa. Lo studio di sviluppo Rebel Wolves ha infatti mostrato quello che sembra a tutti gli effetti un adattamento in chiave moderna del suo sanguinario protagonista, Coen. Si tratta di un netto distacco dall’ambientazione medievale che caratterizzerà il prossimo Gdr, offrendo invece uno sguardo sulle ambizioni future dello studio.
Secondo quanto riportato in un approfondimento di PCGamesN, il Narrative Director di Rebel Wolves, Jakub Szamałek, ha descritto il titolo come “il primo capitolo di quella che speriamo diventerà una serie epica”, un progetto in cui il mondo di gioco subirà evoluzioni visibili attraverso drastici balzi temporali. Con l’avvicinarsi del debutto di questo primo atto, una simile dichiarazione d’intenti appare tanto affascinante quanto rischiosa.
L’atmosfera di Vale Sangora e le fondamenta storiche
I feedback emersi dalle prime demo di The Blood of Dawnwalker e dalle prove sul campo hanno confermato l’ottimo potenziale di questo gioco di vampiri. Uno dei punti di forza risiede proprio nell’ambientazione del XIV secolo a Vale Sangora, un territorio fittizio che unisce influenze slave e balcaniche, collocandosi idealmente tra i Carpazi.
Il Game Director Konrad Tomaszkiewicz e l’Environment Artist Adam Payet hanno spiegato come il team abbia voluto attingere da diversi paesi reali per creare un mix originale. L’obiettivo era dare vita a un luogo geograficamente riconoscibile ma non riconducibile a un singolo villaggio realmente esistente, stimolando la curiosità e il desiderio di esplorazione libera.

Un viaggio che attraversa i secoli
I piani per il futuro prevedono però l’abbandono di queste atmosfere familiari. La storia di Coen non si limiterà a proseguire negli anni immediatamente successivi, ma si svilupperà lungo l’arco di diversi secoli, portando il protagonista in svariati angoli del mondo.
Come spiegato dallo stesso Szamałek in un recente diario degli sviluppatori, l’intenzione è quella di spingere la linea temporale in avanti con ogni nuovo capitolo, esplorando epoche differenti e mostrando i cambiamenti di Coen, la sua maturazione e la sua crescente consapevolezza sulle verità nascoste del mondo.
Interpellato sulla fase post-lancio, Tomaszkiewicz ha chiarito che l’attenzione attuale è interamente rivolta alla rifinitura del gioco e alla correzione dei bug (lo studio ha confermato che il titolo è entrato in fase “Gold”, ovvero pronto per la distribuzione). Pur mantenendo il riserbo sui dettagli futuri, il Game Director ha confermato che la struttura narrativa della saga è già ampiamente pianificata e che la conclusione mostrata al Summer Game Fest rappresenta il punto d’arrivo di questo lungo arco narrativo.
Rischi e parallelismi storici
Una simile struttura temporale evoca inevitabilmente il percorso svolto dai primi capitoli di Assassin’s Creed, in cui le vicende storiche facevano da cornice a un’evoluzione nel presente che non sempre ha soddisfatto le aspettative del pubblico sul lungo termine.
Il folklore vampiresco si sposa alla perfezione con il contesto storico di partenza di The Blood of Dawnwalker. Scegliere di proiettare la saga verso la modernità rappresenta una scommessa complessa: adattare un sistema di combattimento corpo a corpo a epoche caratterizzate da armi da fuoco richiede un ripensamento profondo del gameplay. Ciononostante, l’ambizione di Rebel Wolves di perseguire una visione creativa così netta e coraggiosa rappresenta un elemento di forte interesse per l’intera industria dei videogiochi di ruolo.


