Un futuro costoso: Lenovo avverte che il caro RAM è destinato a perdurare
Il panorama hardware sta affrontando una trasformazione strutturale profonda. Come riportato da PCGamesN, Lenovo ha recentemente confermato una realtà che molti analisti del settore temevano: l’era dei prezzi accessibili per la memoria RAM e gli SSD potrebbe essere giunta al termine in via definitiva.
Durante una presentazione tenutasi all’ISC 2026, il colosso dell’informatica ha dichiarato apertamente che il costo dei componenti di memoria “non tornerà mai più ai livelli dell’anno scorso”. Sebbene il tono utilizzato durante l’intervento fosse informale, il messaggio di fondo è inequivocabile: la spinta propulsiva data dai data center dedicati all’intelligenza artificiale ha alterato permanentemente il mercato.
Una “nuova normalità” oltre il 2030
Gli esperti di Lenovo ipotizzano che una stabilizzazione dei prezzi — una sorta di “nuova normalità” — non potrà essere raggiunta prima del 2030. Anche in quel caso, le stime suggeriscono che il costo dei componenti rimarrà significativamente più elevato rispetto ai minimi storici registrati tra il 2024 e il 2025.
La preoccupazione principale risiede nel fatto che questa previsione tiene già conto di un aumento della capacità produttiva globale. Produttori leader come SK Hynix e Samsung stanno intensificando l’apertura di nuovi impianti, ma l’aspettativa è che la domanda globale rimanga talmente elevata da assorbire l’intera offerta, impedendo di fatto qualsiasi inversione di tendenza nei prezzi.
Il divario tra passato recente e presente
Fino a poco tempo fa, i prezzi della memoria erano talmente bassi da spingere i produttori a operare in perdita. Un riallineamento era dunque, in parte, atteso dal settore. Tuttavia, l’attuale impennata appare sproporzionata: si pensi che il costo di un kit da 32GB di RAM DDR5, precedentemente reperibile a circa 65 euro, ha raggiunto picchi di circa 370 euro, una cifra che supera ampiamente le aspettative di una correzione di mercato equilibrata.
Le informazioni, corroborate dal sito tedesco Computerbase, suggeriscono che Lenovo abbia anche fornito alcune strategie per affrontare quella che viene già ribattezzata come la “RAMpocalypse”.

Strategie di risparmio per gli utenti
Per i consumatori, il consiglio è di valutare meticolosamente le reali necessità hardware. Se in passato l’adozione di 32GB di RAM era diventata uno standard raccomandato — favorito dai prezzi contenuti che permettevano un ampio margine di manovra — oggi tale scelta va soppesata con cura.
- 16GB vs 32GB: Per la maggior parte dei titoli moderni, 16GB rimangono una soglia sufficiente per giocare con impostazioni grafiche elevate. La necessità di passare a 32GB si presenta quasi esclusivamente per chi gestisce carichi di lavoro intensi, come lo streaming costante, l’editing video professionale o il multitasking estremo con numerose applicazioni aperte simultaneamente.
- Ottimizzazione: L’approccio suggerito è quello di ottimizzare l’uso delle risorse software esistenti prima di procedere con l’upgrade dell’hardware, una pratica che diventa essenziale in questo nuovo contesto economico.
In definitiva, la strategia di acquisto dovrà diventare più conservativa e mirata, abbandonando l’eccesso di configurazione che ha caratterizzato gli anni di abbondanza.


