Stop Killing Games: la Commissione Europea risponderà alla petizione entro l’estate
La petizione “Stop Killing Games”, che chiede di regolamentare la disattivazione dei server dei videogiochi per evitarne la morte prematura, riceverà una risposta ufficiale dalla Commissione Europea prima della fine dell’estate. Lo ha annunciato la stessa Commissione durante l’ultimo dibattito parlamentare, come riportato da Rock Paper Shotgun.
Un impegno concreto dopo il vaglio delle firme
La petizione, lanciata a fine 2024, ha raccolto oltre 400.000 firme in tutta Europa, superando la soglia necessaria per essere presa in esame dalle istituzioni UE. Durante il dibattito tenutosi lo scorso 19 marzo, i rappresentanti della Commissione hanno ribadito che la questione verrà valutata con attenzione, con l’obiettivo di fornire un parere ufficiale entro i prossimi mesi.
“Riconosciamo l’importanza del tema e l’interesse dei cittadini europei. Stiamo analizzando le implicazioni legali e tecniche, e ci impegniamo a dare una risposta dettagliata prima della pausa estiva”, ha dichiarato un portavoce della Commissione.
Cosa chiede la petizione
La campagna “Stop Killing Games” mira a fermare la pratica di rendere ingiocabili i titoli single-player e multiplayer dopo la chiusura dei server. I firmatari chiedono che gli editori siano obbligati a rilasciare patch o modalità offline per garantire la persistenza dei giochi, anche in assenza di infrastrutture online. Tra i casi più citati ci sono titoli come The Crew di Ubisoft, rimosso definitivamente dai server senza alcun ripiego.
Le reazioni dell’industria
Alcuni publisher hanno già iniziato a muoversi volontariamente. Ad esempio, Warner Bros. ha recentemente rilasciato una patch per Mortal Kombat 1 che introduce una modalità offline per tutto il contenuto single-player, mentre Electronic Arts ha mantenuto i server di Battlefield 4 attivi dopo forti pressioni della community. Tuttavia, la mancanza di una normativa chiara continua a lasciare molti giochi in balia delle decisioni aziendali.
Prossimi passi
La Commissione Europea dovrà ora formulare una risposta ufficiale, che potrebbe tradursi in una proposta legislativa o in un invito all’autoregolamentazione. Nel frattempo, il dibattito si sposta anche a livello nazionale: diversi paesi, tra cui Francia e Germania, stanno valutando leggi simili per proteggere i consumatori digitali.


