Arriva la modalità fotografia per Resident Evil Requiem
Rock Paper Shotgun riporta che, grazie a una nuova patch rilasciata da Capcom, gli orrori di Resident Evil Requiem possono ora essere immortalati in un modo del tutto nuovo. L’aggiornamento introduce infatti una modalità fotografia, permettendo ai giocatori di scattare immagini durante le tese sequenze del gioco, anche quelle che coinvolgono i mostruosi antagonisti.
Un aggiornamento ricco di novità
Il fulcro della patch è senza dubbio la nuova opzione accessibile dal menu di pausa, che consente di comporre scatti personalizzati. L’autore dell’articolo originale nota ironicamente che ci si potrà perdere a regolare la messa a fuoco, mentre intorno si consumano scene di sopravvivenza. La patch include anche aggiustamenti mirati alle espressioni dei personaggi: Capcom ha infatti dichiarato di aver “modificato le espressioni dei personaggi in alcune cutscene per trasmettere meglio le emozioni”, senza specificare ulteriormente quali scene o protagonisti, come Leon e Grace, siano stati interessati da questi ritocchi.
Correzioni tecniche e di gioco
Oltre alle funzionalità estetiche, l’aggiornamento porta con sé una serie di importanti correzioni tecniche. Sono stati risolti bug e crash, inclusi alcuni problemi legati a specifici driver GPU che potevano compromettere la stabilità. Particolarmente significativa è la correzione di un glitch che in certi casi bloccava la progressione nel gioco, impedendo ai giocatori di andare avanti. Completano la patch delle correzioni a refusi testuali presenti in alcune localizzazioni, presumibilmente nei menu, nelle interfacce o nei sottotitoli.
Il giudizio sulla qualità dell’esperienza
Per chi stesse ancora valutando se cimentarsi nell’avventura, il giornalista cita un estratto della recensione pubblicata dalla stessa testata, descrivendo Resident Evil Requiem come un connubio efficace tra le sequenze di stealth meticoloso di Grace e gli episodi di azione violenta di Leon. “Le lunghe sessioni di stealth di Grace, mentre accumula munizioni, evade dagli zombi e si nasconde da abominazioni appese al soffitto, erano come camminare su un vetro precario”, si legge, mentre le sequenze di Leon sono paragonate a “prendere un martello e infrangere quel vetro”. La conclusione è che, nonostante una trama a tratti lenta, l’esperienza nelle profondità di Rhodes Hill vale da sola il prezzo del biglietto.
E ora, con la modalità foto, si potrà anche conservare un ricordo di quei momenti più… fotogenici.


