Un traduttore di Kingdom Come: Deliverance afferma di essere stato licenziato da Warhorse Studios in favore dell’IA
Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, un traduttore di spicco di Kingdom Come: Deliverance 2 sostiene di essere stato licenziato dallo sviluppatore Warhorse Studios, con l’azienda che avrebbe intenzione di affidare tutte le future traduzioni all’intelligenza artificiale.
La notizia è emersa tramite un post su Reddit, ritenuto autentico dai moderatori della community dedicata al gioco, pubblicato da Max Hejtmánek, traduttore ed editor dalla lingua ceca all’inglese per lo studio di sviluppo.
[OTHER] Fired from Warhorse Studios and replaced with AI
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Le accuse e lo scenario descritto
Nella sua dichiarazione, Hejtmánek afferma di essere stato convocato in una riunione il 27 marzo e informato che la sua posizione sarebbe diventata “obsoleta” dal mese successivo. La motivazione fornita dalla dirigenza sarebbe legata alla necessità di “rendere l’azienda più efficiente” e “risparmiare finanziariamente”.
Il traduttore ha spiegato che, nonostante discussioni sull’utilizzo dell’IA fossero già emerse in passato, lui si era sempre espresso “fortemente e apertamente contro” questa eventualità. Tuttavia, fino a quel momento non aveva mai temuto per la stabilità del suo lavoro. Nel post, Hejtmánek esprime profondo rammarico, dichiarandosi “incredibilmente tradito” da una compagnia a cui aveva voluto bene in quasi quattro anni di collaborazione, e addolorato all’idea di non poter più vedere quotidianamente colleghi e amici in ufficio.
Il contesto e le posizioni precedenti dello studio
Sebbene Warhorse Studios non si sia ancora espressa pubblicamente sulla vicenda specifica o sull’adozione di IA per la localizzazione, il co-fondatore Daniel Vávra ha manifestato in passato posizioni favorevoli verso questa tecnologia. In alcuni interventi su X (ex Twitter), Vávra ha ipotizzato che l’IA potesse permettere di tradurre e doppiare i giochi in tutte le lingue immediatamente al momento del lancio.
Queste dichiarazioni rendono le affermazioni di Hejtmánek più credibili e inseriscono la vicenda in un dibattito più ampio sull’impatto dell’automazione nel settore dei videogiochi. Come sottolineato dal traduttore stesso, “il crescente uso dell’IA colpisce profondamente le persone nell’industria videoludica e molti altri”.
Quali prospettive per il futuro?
La scelta di Warhorse Studios, se confermata, potrebbe costituire un precedente significativo per l’industria. Al momento non è chiaro a cosa stia lavorando lo studio boemo dopo Kingdom Come: Deliverance 2, ma è probabile che gli osservatori terranno d’occhio le future pagine Steam dei loro titoli, in cerca di dichiarazioni ufficiali (o della loro assenza) riguardo all’utilizzo di intelligenza artificiale nei processi di localizzazione.
La vicenda solleva interrogativi cruciali sul valore del lavoro umano specializzato, sulla qualità delle traduzioni automatizzate in prodotti narrativamente complessi come Kingdom Come, e sulle reali priorità aziendali in un settore in rapida evoluzione tecnologica.


