Dopo le accuse di NetEase, un sito di bounty per match truccati cambia radicalmente la sua offerta
Rock Paper Shotgun riporta una controversa vicenda che ha coinvolto il gioco competitivo Marvel Rivals. La situazione parte da un sito web chiamato Intlist, che negli ultimi giorni ha permesso agli utenti di diversi titoli popolari, come Counter-Strike 2, Overwatch e Valorant, di creare bounty economici su altri giocatori. Il sistema funzionava pagando chi accettava di sabotare (“throw”) deliberatamente una partita contro il giocatore target, garantendo una vittoria garantita a chi aveva posto la bounty.
La reazione della sviluppatrice NetEase e le nuove misure
L’impatto su Marvel Rivals è stato tale che lo sviluppatore NetEase ha pubblicato un chiaro monito su Twitter, dichiarando che questo comportamento “minaccia l’integrità del nostro gioco e rovina l’esperienza dei giocatori onesti”. In risposta, NetEase ha annunciato l’introduzione di un “protocollo investigativo specializzato” per individuare chi accetta questi bounty, con punizioni che includono ban permanenti, e ha aumentato le penalità per comportamenti negativi come l'”AFK malevolo”.
In un tweet di follow-up, NetEase ha dichiarato di aver implementato un “sistema di detection attivo su tutta la server” che utilizza “una combinazione di analisi di big data e revisione manuale” per migliorare l’identificazione dei comportamenti di sabotaggio. È stato anche introdotto un sistema di compensazione automatico per i giocatori vittime di questo fenomeno, che ripristina i punti se il sistema determina che una partita è stata perduta per via di un sabotaggio interno.
La repentina trasformazione di Intlist
La risposta di NetEase sembra aver avuto un effetto immediato sul sito Intlist. Secondo l’articolo, il sito ha cambiato radicalmente la sua offerta, reinventandosi come un “platforma di documentazione completamente gratuita — senza bounty, senza pagamenti. Solo trasparenza per la community”. Il giornalista suggerisce che NetEase possa aver inviato una comunicazione molto ferma alla gestione del sito, e che la stessa attività potrebbe sorgere in futuro sotto un nome diverso.
Le tattiche del sabotaggio e la curiosità giornalistica
L’articolo originale si conclude con una riflessione, ironica, sulle possibili tattiche per sabotare un match senza essere troppo evidenti. Andare semplicemente AFK sarebbe troppo banale, mentre strategie più sottili potrebbero includere mancare deliberatamente colpi critici o non utilizzare le abilità ultimate. Il giornalista si interroga sul “dark craft” del match-throwing e invita i lettori a discutere, in modo confidenziale, se hanno mai preso parte a una simile pratica.


