Difendere il Minotauro: un labirinto di trappole nel nuovo roguelite Minos
La meccanica del tower defense si fonde con la mitologia greca in Minos, un gioco sviluppato da Artificer e pubblicato da Devolver Digital, che offre una curiosa inversione di prospettiva sulla celebre leggenda del labirinto di Creta. Rock Paper Shotgun ne ha avuto un assaggio durante lo Steam Next Fest.
Al centro del labirinto, a riposare beatamente, c’è Asterione, il Minotauro, snobbando i tuoi tempi di preparazione per le difese. Il tuo compito non è quello dell’eroe Teseo, ma del suo architetto: sei Dedalo, e la tua missione è difendere la creatura dalle orde di giovani avventurieri greci inviati dal re Minosse per ucciderla.
L’arte del labirinto letale
Ogni livello presenta un settione del famoso labirinto, con Asterione pacificamente addormentato nella sua tana al centro. I guerrieri si ammassano ai cancelli, attendendo il segnale per iniziare l’assalto. La meccanica chiave, familiare agli appassionati di giochi come Orcs Must Die, consiste nel posizionare trappole mortali lungo il percorso: fosse con spuntoni, bracieri infuocati, seghe oscillanti. L’elemento distintivo è però il controllo dinamico sul labirinto stesso: puoi modificare le pareti e i corridoi, reindirizzando il flusso dei nemici per massimizzare l’efficacia delle tue trappole.
L’articolo originale sottolinea come questa libertà trasformi ogni ondata in un rompicapo strategico. Non si tratta solo di rallentare una folla, ma di pianificare con precisione letale il percorso di ogni singolo aggressore per assicurarsi che incontri la trappola giusta al momento giusto.
Una questione di efficienza (e di coscienza)
La sfida si intensifica considerando le diverse tipologie di nemici e le loro resistenze. Un braciere ucciderà all’istante un soldato con la spada, ma infliggerà solo gravi ustioni a un arciere, che poi potrebbe innescare prematuramente altre difese lungo il cammino. La complessità aumenta nei livelli avanzati, dove i calcoli devono tenere conto di effetti a scoppio ritardato o di trappole che si attivano solo dopo il passaggio di un certo numero di avversari.

Questo porta a ragionamenti cinici, come ammette il giornalista dell’articolo fonte: calcolare mentalmente quanto durerà un ragazzo tebano in fiamme prima di cadere su una trappola potrebbe far sentire un po’ dei mostri. Ma, in fondo, sono loro ad aver iniziato. O meglio, i loro genitori, che li hanno “volontariamente” offerti al re Minosse. L’articolo traccia un parallelo con la logica spietata di Home Alone, (connessione peraltro già sfruttata dagli sviluppatori in un evento temporaneo), per cui se Kevin McCallister può difendere la sua casa con metodi letali, anche Dedalo può avere la sua rivalsa.
Evoluzione tra le onde
Ciò che rende Minos avvincente è la natura mutevole della sfida. Ogni nuova ondata non è una semplice ripetizione della precedente: varia il numero, il tipo e il punto di ingresso dei nemici, costringendo il giocatore a ripensare completamente l’assetto difensivo. Un atlante appena risolto si trasforma immediatamente in un nuovo problema da affrontare. Questo ciclo di “distruzione e ricostruzione” mantiene alta la tensione e la freschezza del gameplay.
Potenziamenti e strategie avanzate
Tra un labirinto e l’altro, come riportato nella preview di Rock Paper Shotgun, il progresso permette di sbloccare nuove trappole e abilità. La demo presentata durante lo Steam Next Fest mostrava anche come alcune di queste possano essere combinate in modo sinergico. Ad esempio, è possibile insegnare ad Asterione di riarmare manualmente le trappole e creare porte segrete che solo lui può utilizzare. In teoria, si potrebbe costruire una camera nascosta accanto a una trappola a scatto, farla attivare, inviare il Minotauro a ripristinarla e poi attendere la vittima successiva.
Nonostante queste opzioni tattiche, la sfida più gratificante per il giocatore descritto nell’articolo rimane quella di completare ogni livello senza muovere un dito ad Asterione, lasciandolo dormire beatamente nella sua tana. Dopotutto, se Dedalo è in parte responsabile dell’esistenza del povero Asterione (avendo costruito la famosa vacca di legno per Pasifae), il minimo che possa fare è garantirgli un po’ di tranquillità, mentre il figlio Icaro, rinchiuso in una torre, lavora alle sue ali di cera.
Intanto, un nuovo gruppo di adolescenti si avvicina all’ingresso, e c’è da affilare gli spuntoni e rabboccare il cherosene nei bracieri. Il lavoro di un architetto non finisce mai.


