Resident Evil: Requiem sotto la lente della critica: tra nostalgia e innovazione
Il nono capitolo della saga di Resident Evil, intitolato Resident Evil: Requiem, annunciato l’anno scorso al Summer Game Fest, ha rappresentato una significativa spinta finanziaria per Capcom, in un anno che segna il trentesimo anniversario della serie. Il ritorno di Leon S. Kennedy, assente dai titoli principali dal 2012 con Resident Evil 6, ha riacceso l’entusiasmo tra i fan.
Secondo un’analisi pubblicata da GamesIndustry.biz, Requiem si presenta come un’esperienza che alterna la prospettiva di Leon con quella di un nuovo protagonista, Grace Ashcroft.
La Nuova Protagonista e il Ricordo del Passato
Grace Ashcroft, un’analista dell’FBI e figlia di Alyssa Ashcroft (personaggio di Resident Evil Outbreak), è al centro dell’indagine su una serie di decessi in un hotel abbandonato nel Midwest americano, lo stesso luogo dove sua madre fu assassinata otto anni prima. Leon S. Kennedy viene coinvolto a seguito della scomparsa di un agente di polizia nella medesima struttura.
Nonostante sia il nono capitolo della serie principale, gli sviluppatori hanno specificato che Requiem è stato concepito per essere accessibile anche ai neofiti. Il game director Koshi Nakanishi ha affermato che, mentre i fan riconosceranno immediatamente Leon, Grace è un personaggio nuovo, privo di esperienza diretta con gli zombie e a conoscenza dell’incidente di Raccoon City solo tramite i racconti della madre. Questo, secondo Nakanishi, permette ai nuovi giocatori di immergersi nell’avventura accanto a Grace.
La versione PlayStation 5 del gioco ha ricevuto un punteggio “generalmente favorevole” di 88 su Metacritic. Il consenso generale è che Capcom abbia realizzato una vera e propria “celebrazione di tre decenni di rilevanza culturale di Resident Evil”, come ha sintetizzato Nat Smith nella sua recensione per PCGamesN, assegnando un 8 su 10. Smith ha tuttavia rilevato che i continui richiami al passato possono far apparire Requiem più come un elaborato pastiche che un nuovo capitolo della serie principale.
Un Trionfo Nostalgico ma con Alcuni Limiti
Dave Aubrey di VGC ha descritto Requiem come una “compilation dei più grandi successi”, una sensazione condivisa da Nat Smith. Secondo Aubrey, il gioco, pur celebrando in modo incredibile ciò che Resident Evil è stato ed è tuttora, in occasione del suo trentesimo anniversario, a volte si sente come un riciclo che non raggiunge la portata delle sue ispirazioni, conferendo al titolo quattro stelle su cinque. La sezione di Grace ha richiamato in Aubrey le atmosfere di Resident Evil 2, con la sua fuga da una struttura invasa dagli zombie, mentre il ritorno di Leon a Raccoon City ha evocato elementi di Resident Evil 4, dalla raccolta di risorse all’aggiornamento delle armi.
Artemis Octavio di Startmenu ha notato influenze significative di Resident Evil 7, oltre ai richiami a Resident Evil 4. Secondo il giornalista, Requiem sembra cercare di essere due giochi in uno, puntando a quelli che considera i due vertici della serie. Le sezioni con Leon incarnano l’azione frenetica e in terza persona di Resident Evil 4, mentre quelle con Grace ripropongono il gameplay lento e terrificante in prima persona di Resident Evil 7.
Myles Obenza di Restart, nella sua recensione a cinque stelle, ha evidenziato riferimenti a titoli meno noti della serie, affermando che Requiem “risponde ad alcune domande irrisolte (pur presentandone altrettante nuove) e include molti servizi per i fan che apprezzano la volontà di Capcom di rivedere punti della trama da tempo considerati abbandonati”.
Il Ritorno di Leon e gli Scenari Controcorrente
Il ritorno di Leon è stato accolto con grande apprezzamento, in particolare per come il personaggio sia “invecchiato come un buon vino”. Il direttore Nakanishi aveva precedentemente dichiarato che il team “ha dedicato molto tempo a perfezionare l’aspetto visivo di Leon”, con le “donne in particolare [che sono state] piuttosto severe nel rivedere il suo design”.
Aubrey ha commentato in maniera ironica il cambiamento di Leon, da “babygirl” a “daddy”, sottolineando l’incredibile lavoro dei designer. Smith di PCGamesN ha apprezzato come Leon sia “invecchiato” insieme ai giocatori, trovando una risonanza tra l’evoluzione del personaggio e la propria esperienza generazionale. Octavio di Startmenu ha lodato la capacità di Capcom di rendere Leon “affascinante come sempre” nonostante le innumerevoli epidemie biochimiche, ma ha criticato l’eccessiva nostalgia che lo fa sentire “esausto e pronto per la pensione”.
Octavio ha anche espresso critiche riguardo agli scenari in cui è ambientata la porzione di gioco di Leon, definendoli “piuttosto scialbi, con molti grigi opachi e marroni sbiaditi”. Ha osservato un netto contrasto con l’inizio del gioco, che presenta una strada trafficata con luci tracciate in ray tracing e pioggia battente, una vera e propria vetrina tecnica.
Anche Smith ha concordato, evidenziando come, pur essendo difficile ignorare il peso emotivo di riportare Leon a Raccoon City, sia un peccato che Capcom abbia “inspiegabilmente deciso di far risorgere il filtro marrone di metà anni 2000”. Nonostante l’aspetto di Raccoon City come “guscio bombardato”, Obenza di Restart ha trovato che il combattimento fosse un punto di forza, specialmente con l’introduzione di zombie armati, che aggiunge una “variazione utile” e un’esperienza più fresca e coinvolgente.
Una Nuova Prospettiva e la Distinzione del Gameplay
Il gameplay di Requiem segue la formula classica di Resident Evil, come osservato da Smith di PCGamesN, con “un’esplorazione libera ma ben integrata in un percorso lineare”. L’introduzione di Grace, dal suo punto di vista, rappresenta un “soft reset” per il franchise, permettendo ai nuovi giocatori di vivere il mondo stabilito nel 1996 con il primo Resident Evil.
Con Grace, l’orrore è amplificato, come ha commentato Obenza di Restart. Il gioco permette di passare tra prospettiva in prima e terza persona, con Capcom che suggerisce di giocare Grace in prima persona e Leon in terza. La prospettiva in prima persona, secondo Obenza, “trasmette davvero l’atmosfera immersiva e tesa che gli sviluppatori cercavano di ottenere”, sottolineando come l’incontro ravvicinato con uno zombie in un corridoio buio e stretto possa spaventare chiunque.
Obenza ha evidenziato un momento particolare in un sotterraneo dove Grace affronta una “creatura mostruosa”, un momento che la costringe a tradire le strategie di sopravvivenza apprese, dimostrando la capacità degli sviluppatori di creare un’esperienza di gioco terrificante e coinvolgente.
I Due Protagonisti: Sinergie e Contrasti
La possibilità di passare tra Grace e Leon in Requiem è stata un elemento distintivo per molti recensori. Tuttavia, Dave Aubrey di VGC ha trovato che i “due stili di gameplay e protagonisti distinti [potessero] a volte entrare in conflitto tra loro”. Ha citato l’esempio dell’arma “Requiem”, una magnum che si ottiene nella sezione di Grace e che, pur essendo un punto culminante del gioco, può ridurre la tensione in un momento che dovrebbe essere intenso.
Octavio di Startmenu ha trovato il passaggio tra Leon e Grace “sconcertante” a volte, descrivendo l’alternanza tra il terrore e la ricerca di munizioni di Grace e le battute e l’azione spavalda di Leon come un cambiamento tonale brusco. Al contrario, Smith di PCGamesN ha apprezzato questa dicotomia, sostenendo che “il ciclo di tensione e rilascio, così integrale al genere horror, è amplificato per abbracciare l’intera struttura di Requiem attraverso i suoi doppi protagonisti: le sezioni di Grace sono la tensione; quelle di Leon, il rilascio”.
Octavio ha riconosciuto che i “sbalzi tonali improvvisi non sono una novità per la serie”, ma ha criticato Requiem per aver “codificato” questi cambiamenti con “un travolgente senso di sciocchezza e melodramma”.
Il Consenso Generale: Un Capitolo Soddisfacente
Requiem si presenta come un gioco per fan di lunga data e nuovi arrivati. Sebbene non abbia tracciato nuove strade per Aubrey di VGC, è considerato una “fantastica aggiunta alla serie”, anche se “leggermente ostacolata dalle sue ispirazioni”.
“Combinando le migliori parti di quasi ogni moderno titolo di Resident Evil.”
Tuttavia, per Obenza di Restart, sono proprio questi paragoni che rendono Requiem uno dei migliori giochi della serie. “Come culmine di ogni gioco precedente, posso affermare con sicurezza che la storia funge sia da degna conclusione per molti fili lasciati aperti nel corso degli anni sia da punto di riferimento per ciò che possiamo aspettarci da qui in avanti. Combina le migliori parti di quasi ogni moderno titolo di Resident Evil, offrendo l’iconica atmosfera horror che ha aperto la strada a un genere, meccaniche di combattimento incredibilmente soddisfacenti e un design di puzzle immersivo che anche i neofiti possono apprezzare.”
Infine, Octavio di Startmenu, pur ritenendo che Requiem “non raggiunga il prestigio dei migliori della serie, né sia abbastanza orribile da essere interessante”, ha trovato il gioco comunque soddisfacente per il suo “immacolato feeling delle armi, il senso artigianale per il dettaglio e quella tensione cerimoniosamente rovinata dall’evento più ridicolo che si possa immaginare”.


