Un potenziale rivale di Monster Hunter lasciato al suo destino
Un’analisi di PCGamesN su Wild Hearts, l’action-RPG di caccia ai mostri sviluppato da Omega Force di Koei Tecmo e pubblicato da Electronic Arts, dipinge il quadro di un titolo dalle grandi idee, ma la cui eredità è offuscata da problemi irrisolti e un supporto post-lancio apparentemente abbandonato.
L’articolo originale sottolinea come il gioco, lanciato a febbraio 2023, avesse mostrato inizialmente promettenti credenziali per sfidare il dominio di Monster Hunter. Tuttavia, il suo esordio fu segnato da gravi difficoltà tecniche e di performance, problemi che persistono nonostante il recente arrivo su Nintendo Switch 2 nel luglio 2025.
Le armi e il sistema Karakuri: punti di forza innovativi
Nonostante le criticità, il reportage evidenzia gli elementi di forza del titolo. L’arsenale di armi, sebbene più semplice nell’esecuzione rispetto a quello del franchise Capcom, viene descritto come intelligente e spettacolare. Vengono portati ad esempio il martello estensibile, la lama artiglio che permette acrobazie aeree continui e una misteriosa lancia Karakuri in grado di cambiare forma.
Il vero asso nella manica, secondo la ricostruzione, è però il sistema Karakuri. Questa tecnologia antica dona al cacciatore la capacità di costruire istantaneamente strutture sul campo di battaglia: dall’elicottero planante per spostamenti rapidi, a martelli giganti, muri difensivi o una rete di teleferiche che trasforma l’esplorazione della mappa. Padroneggiare queste costruzioni per combattere i mostri, agili e veloci, è presentato come essenziale.
Una bestiaria creativa e il prezzo delle performance
Il testo apprezza particolarmente la creatività nella concezione dei mostri, o “Kemono”, che uniscono animali e elementi naturali in design spesso inquietanti e spettacolari. Creature come lo Sporetail, un ratto gigante simbionte con un fungo, o il Gritdog, un castoro che crea vortici, vengono menzionate come esempi dell’originalità del bestiario.
Tuttavia, l’entusiasmo viene frenato dalla realtà tecnica. La recensione originale su PCGamesN diede al gioco un 7/10, definendolo una potenziale hit rovinata dai problemi tecnici su PC. A distanza di anni, la situazione non sembra essere migliorata in modo significativo. L’autore dell’analisi riporta che il gioco “non funziona così bene come si vorrebbe”, un problema particolarmente frustrante per un titolo basato sul movimento fluido. Questo si rifletterebbe anche nelle valutazioni degli utenti Steam, dove solo il 55% dei giocatori ha lasciato un feedback positivo.
Un consiglio condizionato e un futuro incerto
La conclusione tratta dal pezzo è amara. Pur riconoscendo che Wild Hearts “merita di meglio”, la raccomandazione è estremamente cauta, condizionata dalle performance ballerne e dall’assenza di segnali circa futuri aggiornamenti correttivi dagli sviluppatori.
Nonostante ciò, per gli appassionati del genere in attesa dell’espansione di Monster Hunter Wilds, potrebbe rappresentare un diversivo valido, a patto di approcciarlo con le giuste aspettative e, preferibilmente, a costo ridotto. L’articolo suggerisce infatti di provarlo tramite sottoscrizioni come EA Play o Xbox Game Pass, o approfittando dei frequenti sconti fino al 90% a cui è stato proposto, pagando così una cifra simbolica di circa 8 euro. Un destino dimesso per un gioco che, nelle intenzioni, ambiva a ben altro.
