Hooded Horse's new strategy game Menace isn't XCOM, and that's okay

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Menace, la verità inaspettata: non è XCOM ma la strategia che mancava agli amanti di Starship Troopers

Tempo di lettura: 2 minuti

Una prospettiva inedita su ‘Menace’: meno XCOM, più Company of Heroes

Secondo quanto analizzato da PCGamesN, le prime impressioni su Menace potrebbero trarre in inganno. Dalle atmosfere martellate dei trailer e dalle premesse, si potrebbe pensare a un clone di XCOM per masochisti. La realtà, però, si rivela diversa e sorprendentemente fresca.

L’autore dell’analisi descrive come si sia avvicinato al gioco aspettandosi la solita, gloriosa formula tattica a turni in ambienti claustrofobici, per scoprire invece qualcosa di sostanzialmente altro. Menace non è XCOM, e non è nemmeno Phoenix Point. La sensazione dominante è piuttosto quella di guidare una compagnia in Company of Heroes, dopo che gli sviluppatori hanno visto Starship Troopers una volta di troppo. Un ibrido che combina la durezza strategica con un power fantasy fantascientifico, capace di premiare e punire con uguale determinazione.

La differenza fondamentale: scala e filosofia

Il paragone con XCOM, seppure lusinghiero, rischia di essere riduttivo. Se il classico di Firaxis concentra l’azione in spazi ristretti, dove ogni angolo di attacco e ogni copertura contano, Menace amplifica tutto ciò su una scala grandiosa. Le missioni si svolgono su terreni aperti, con obiettivi che hanno un’aura di epicità: resistere ad ondate di nemici, dare la caccia a bersagli particolarmente pericolosi. Si respira l’aria della guerra totale, dove il giocatore è la punta di lancia.

Menace spotlight: a birds eye view of a military squad firing on another.

L’esercito personale e il distacco emotivo

Questo cambio di prospettiva si ripercuote anche sulla gestione delle unità. Qui non si comanda una squadriglia di pochi eroi, ma un vero e proprio piccolo esercito. Ogni personaggio nominato può guidare fino a otto soldati, trasformando gli scontri in esercizi di fuoco di concentrazione schiacciante, più che in operazioni di precisione.

Nonostante gli sforzi degli sviluppatori nel dare personalità ai soldati – sono pienamente doppiati ed entità distinte – il giornalista riporta una certa difficoltà ad affezionarsi come il gioco sembrerebbe auspicare. La massa diluisce il legame emotivo, al punto che mandare chiunque in una situazione pericolosa, anche a rischio della vita, non provoca particolare turbamento. La perdita di intere squadre viene vissuta più come un contrattempo che come una tragedia.

Menace spotlight: a view of a blue planet from orbit.

Un’esperienza che richiede un cambio di mentalità

La chiave per apprezzare Menace, sottolinea l’articolo, sta nell’adeguare le proprie aspettative. Chi si aspetta un puro e semplice XCOM-like rischia di fissarsi solo su ciò che il gioco non è. Una volta compreso il suo spirito da guerra su vasta scala, l’esperienza diventa coerente e gratificante. Pur avendo esplorato i confini di questa build in early access in poche ore, l’impressione finale è stata positiva, tanto da lasciare curiosità per vedere la forma definitiva del gioco al momento del lancio completo.

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