Fine dell’avventura: il sogno dei Los Ratones nel LEC si conclude
PCGamesN riporta la notizia dello scioglimento di uno dei team più iconici e seguiti della scena europea di League of Legends. Il progetto Los Ratones, nato dalla mente dello streamer Marc ‘Caedrel’ Lamont e composto da volti noti come Simon ‘Baus’ Hofverberg e Martin ‘Rekkles’ Larsson, ha ufficialmente chiuso i battenti dopo una sola stagione nella League of Legends European Championship (LEC).
Un debutto difficile e la spirale dell’hate online
L’avventura in LEC per i Los Ratones non è mai decollata veramente. Dopo un inizio segnato da una serie di sconfitte, il team era riuscito a cogliere alcune vittorie significative, accendendo qualche speranza tra i fan. Tuttavia, la corsa si è interrotta bruscamente con una prestazione deludente contro il Team Vitality e una serie di altri risultati sfavorevoli, che hanno relegato la squadra al nono e ultimo posto. Questa deludente performance ha scatenato un’ondata di critiche feroci sui social media e nelle chat live, trasformando rapidamente l’entusiasmo iniziale in un pesante carico di pressione e discredito.
L’annuncio ufficiale: “Los Ratones chiuderà”
Venerdì 13 febbraio, attraverso un video pubblicato sul loro canale, è arrivato l’annuncio che molti temevano. Nel filmato, dal titolo eloquente “THE END OF LOS RATONES”, Caedrel ha tagliato corto: “Los Ratones chiuderà”. Il fondatore ha citato come motivi principali l’amplificazione degli insulti durante la stagione LEC e i risultati sotto le aspettative, ma ha anche sottolineato un aspetto sentimentale. “Penso che tutti sapessimo che la storia stava per concludersi, perché non c’era molto altro per noi da fare”, ha dichiarato, aggiungendo che la scelta di non effettuare cambi di roster è stata decisiva: “Non vorremmo farlo con nessun altro”.
L’eredità di un esperimento unico
Nonostante l’esito amaro, il progetto Los Ratones ha lasciato un segno. Ha reinventato, secondo quanto osservato nell’articolo, la percezione di come una squadra esportiva possa operare, portando le scrimmage in diretta streaming e offrendo una finestra rara sul dietro le quinte competitivo. La squadra era diventata celebre per la sua identità unica, costruita attorno a personaggi carismatici: dal gioco spericolato di Baus in top lane ai sorprendenti support di Rekkles, passando per l’approccio glaciale di Tim ‘Nemesis’ Lipovšek a metà mappa. Era proprio questa alchimia specifica, questo “fulmine in una bottiglia” come viene definito, a rendere il team speciale. Qualsiasi cambio avrebbe snaturato la sua essenza.
Il lato oscuro dell’hype
La parabola dei Los Ratones solleva una riflessione più ampia sulla natura tossica dell’hype e della cultura online negli esport. Come già accaduto per altri titoli che non hanno mantenuto le aspettative esagerate, il ciclo è spesso lo stesso: l’entusiasmo collettivo si tramuta rapidamente, alla prima difficoltà, in un coro di insulti e derisione. Si passa dall’essere “la novità del momento” a diventare un bersaglio, in uno schema che risulta sempre più frequente e destabilizzante per atleti e creator.
Mentre si chiude questo capitolo, l’attenzione si sposta sul futuro dei singoli giocatori. Non si esclude un possibile ritrovo per eventi speciali, come un League of Legends Red Bull League of Its Own, ma per ora l’esperienza si conclude. Rimangono comunque i momenti di pura magia vissuti dai fan, come i leggendari “solo bolo” di Baus, destinati a rimanere nella memoria collettiva molto più a lungo dell’inevitabile backlash che ne ha segnato la fine.



