1200 Ubisoft staff go on strike against Assassin's Creed company's massive cutbacks

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Sciopero storico a Ubisoft: oltre 1200 sviluppatori protestano contro licenziamenti e fine del lavoro da casa

Tempo di lettura: 2 minuti

Scioperi in Ubisoft: oltre 1.200 sviluppatori in protesta a Parigi e Milano

Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, la tensione è palpabile negli studi Ubisoft di Parigi e Milano, dove almeno 1.200 sviluppatori hanno incrociato le braccia. La protesta, della durata di tre giorni dal 10 al 12 febbraio, è una risposta diretta ai pesanti tagli annunciati dall’azienda e a un controverso cambio di politica sul lavoro da remoto.

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Le ragioni della protesta

Il malcontento nasce da una serie di decisioni aziendali percepite come lesive. Innanzitutto, la recente ondata di ristrutturazioni che ha portato alla cancellazione di alcuni titoli e alla chiusura di interi studi, con centinaia di posti di lavoro a rischio. A questo si aggiunge la frustrazione per aumenti salariali giudicati inadeguati o rimandati negli anni e, non ultima, la nuova politica che limita drasticamente il lavoro ibrido o da casa, sostituendolo con un numero prefissato di giorni di telelavoro all’anno.

Come ha dichiarato un rappresentante sindacale a GamesIndustry.biz, Marc Rutschlé di Solidaires Informatique, i dipendenti vivono già sotto pressione e in condizioni di organico ridotto. La percezione diffusa, secondo quanto emerge dalle dichiarazioni sindacali, è che il CEO Yves Guillemot sia distante dalla realtà operativa dell’azienda e dei suoi team.

La mobilitazione sindacale internazionale

Lo sciopero attuale non è un evento isolato. Segue una prima protesta lampo di mezza giornata lo scorso 22 gennaio, indetta subito dopo l’annuncio ufficiale della ristrutturazione. La chiamata all’azione è partita da un fronte sindacale ampio, che include Solidaires Informatique, STJV, CGT, Printemps Ecologique e CFE-CGC, il quale aveva lanciato un appello internazionale per sostenere la mobilitazione.

Sebbene l’invito fosse rivolto a tutti i dipendenti Ubisoft a livello globale, finora la partecipazione più massiccia si è registrata in Francia. Tuttavia, l’adesione degli studi di Milano segnala un potenziale allargamento del fronte della protesta oltre i confini nazionali.

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