Super People, il battle royale che torna dalle ceneri solo per chiudere definitivamente
PCGamesN racconta le alterne vicende di un titolo che non ce l’ha fatta, nemmeno al secondo tentativo. Il panorama dei giochi multiplayer è oggi particolarmente implacabile: accanto a successi planetari come Marvel Rivals, la lista dei titoli competitivi che chiudono dopo pochi anni è diventata lunga e inesorabile. Nel 2023, il battle royale Super People aveva già spento i propri server. Rilanciato in una versione reimmaginata solo pochi mesi fa, il gioco si prepara ora a una chiusura definitiva, annunciando una data di spegnimento revisionata e un’ultima promessa mancata agli utenti rimasti.
Un concept promettente: PUBG con i superpoteri
Spesso descritto in modo informale come un “PUBG con i superpoteri”, Super People condivide le fondamenta del genere battle royale in terza persona (con l’opzione di passare alla prima persona), a cui aggiunge un elemento distintivo. I giocatori impersonano dei “super soldati”, ognuno dotato di abilità uniche che stratificano ulteriore complessità sulle meccaniche classiche di loot e sparatutto.
Il primo capitolo della storia di Super People era iniziato con un certo clamore. Le beta, molto popolari, avevano portato a un lancio solido nel 2022, con picchi di oltre 45.000 giocatori simultanei solo su Steam. Nonostante ciò, il titolo non riuscì a convincere la maggior parte dei giocatori a preferirlo ai colossi del settore come PUBG, Apex Legends o Call of Duty Warzone. Problematiche legate a una monetizzazione percepita come pay-to-win contribuirono a offuscarne la reputazione. Pochi mesi dopo, lo sviluppatore Wonder People annunciò la chiusura, avvenuta concretamente nell’agosto 2023.
Il tentativo di riscatto e la nuova, rapida discesa
Contro ogni aspettativa, Super People tornò in vita lo scorso anno. La rinascita fu annunciata con un closed beta e un nuovo approccio. Il game director del titolo si espresse allora con parole di rimpianto e determinazione, vedendo in questa opportunità la possibilità di dimostrare che il gioco poteva avere successo. Dopo alcuni test estivi, il gioco fu rilanciato in accesso anticipato a settembre 2025, con la promessa di un maggiore impegno contro i cheater, un bilanciamento più curato e un’economia di gioco più gratificante.
Nonostante le premesse, la risposta del pubblico fu tiepida. Qualche migliaio di giocatori accolse il ritorno su Steam, ma i numeri crollarono rapidamente a livelli preoccupanti. Già a novembre 2025, lo sviluppatore confermò l’inevitabile: nonostante gli sforzi, Super People sarebbe stato chiuso una seconda volta. La data inizialmente comunicata era martedì 3 febbraio 2026.
Una chiusura ritardata e una promessa infranta
Anche il processo di chiusura, però, ha avuto intoppi. Alcune decine di giocatori sono riusciti a continuare a giocare oltre la data del 3 febbraio, trovando i server ancora attivi. Oggi è stato comunicato un nuovo e definitivo piano di chiusura.
Super People terminerà ufficialmente il proprio servizio lunedì 23 febbraio 2026. Da oggi è possibile richiedere il rimborso per qualsiasi valuta acquistata nell’ultima settimana. A partire dal 13 febbraio, nuovi download del gioco dai negozi digitali saranno bloccati. La sera del 23, infine, i server verranno spenti per sempre.

A gravare ulteriormente sulla situazione, c’è l’ammissione da parte di Wonder People di non essere in grado di mantenere la promessa di rilasciare una nuova modalità di gioco prima della fine. “Innanzitutto, desideriamo scusarci profondamente per non essere stati in grado di rilasciare la nuova modalità di gioco che era in sviluppo prima della terminazione del servizio”, si legge in un comunicato ufficiale. “Sebbene abbiamo fatto ogni sforzo per fornire un’esperienza migliore fino alla fine, circostanze interne ci hanno impedito di consegnare questo contenuto, cosa profondamente spiacevole per tutto il nostro team operativo”.
Una delusione aggiuntiva per la piccolissima comunità che aveva tenuto in vita il gioco oltre la sua prima data di morte, e l’epilogo di una storia che, nonostante un coraggioso secondo atto, non è riuscita a trovare il proprio spazio nell’olimpo sempre più affollato dei battle royale.
