Censura su Nintendo Switch: Il Caso di “Dispatch” Riapre il Dibattito sui Contenuti
La recente pubblicazione del gioco “Dispatch” di AdHoc Studio su Nintendo Switch ha scatenato un’ondata di polemiche, accendendo nuovamente i riflettori sulla questione della censura sulle piattaforme di gioco. Secondo quanto riportato da GamesIndustry.biz, i giocatori hanno riscontrato barre nere e dialoghi edulcorati in scene che su altre console presenterebbero nudità e audio esplicito.
Le Diverse Versioni del Gioco e la Posizione degli Sviluppatori
Mentre su piattaforme come PlayStation 5 e PC, gli utenti hanno la possibilità di attivare o disattivare la censura, sulla versione per Switch questa è applicata di default e non è modificabile. Un portavoce di AdHoc Studio, interpellato da Eurogamer, ha dichiarato che la compagnia ha “lavorato con Nintendo per assicurare che i contenuti all’interno del titolo rispettassero i criteri per il rilascio sulla sua piattaforma.” La dichiarazione sottolinea inoltre che “piattaforme diverse hanno criteri di contenuto diversi, e le submission vengono valutate individualmente,” ma che la “narrativa principale e l’esperienza di gioco rimangono identiche alla versione originale.”
La Risposta di Nintendo e i Criteri di Contenuto
Anche Nintendo ha rilasciato una propria dichiarazione (tramite GoNintendo), precisando di “non apportare modifiche ai contenuti dei partner.” La casa di Kyoto ha ribadito che “Nintendo richiede a tutti i giochi sulla sua piattaforma di ricevere valutazioni da organizzazioni indipendenti e di soddisfare le nostre linee guida stabilite per i contenuti e la piattaforma.” Inoltre, pur informando i partner quando i loro titoli non rispettano le direttive, Nintendo non interviene direttamente sui contenuti, né discute pubblicamente dettagli specifici o i criteri utilizzati per tali determinazioni.
Le Implicazioni Globali della Censura
Utenti su Reddit hanno evidenziato come anche la versione PS5 di “Dispatch” destinata al solo mercato giapponese, rilasciata simultaneamente con quelle per Switch, presenti le medesime censure. Questo suggerirebbe l’esistenza di due versioni distinte del gioco – una censurata e una non censurata – con quest’ultima non disponibile sulle console Nintendo.
GamesIndustry.biz ha contattato AdHoc per ottenere una conferma su questa ipotesi. VGC ha ipotizzato che la decisione di AdHoc di portare una versione censurata su Switch possa essere una conseguenza della necessità di aderire ai requisiti degli enti di classificazione, come la Computer Entertainment Rating Organisation (CERO) giapponese. Un precedente illustre in tal senso è rappresentato da CD Projekt Red, che ha rilasciato due versioni del suo “Cyberpunk 2077” per il mercato giapponese, con la versione CERO Z-rated priva di nudità e con un’eccessiva quantità di sangue e decapitazioni rimossa. Questo caso solleva importanti interrogativi sulla coerenza delle politiche di censura tra le diverse piattaforme e regioni, e sul potenziale impatto sull’integrità artistica delle opere videoludiche.


