Ubisoft difende Beyond Good & Evil 2 nonostante i costi stratosferici e la lunga gestazione
Secondo un articolo di Rock Paper Shotgun, nel corso di una radicale riorganizzazione aziendale che ha visto la cancellazione di sei titoli e la chiusura di tre studio, Ubisoft ha scelto di mantenere in vita un progetto particolarmente longevo e costoso: Beyond Good & Evil 2. La motivazione ufficiale è l’allineamento con la nuova strategia aziendale, focalizzata su esperienze open world e live service. Tuttavia, voci interne e analisi finanziarie suggeriscono ragioni più pragmatiche legate alla contabilità aziendale.
Una nuova organizzazione per “ridimensionare” la nave
La riorganizzazione annunciata dall’azienda francese ruota attorno a cinque “Creative Houses”, ognuna con un mandato specifico. Secondo il comunicato dell’amministratore delegato Yves Guillemot, l’obiettivo è “trasformare il modello operativo di Ubisoft per produrre giochi di qualità eccezionale sui due pilastri fondamentali della nostra strategia: Open World Adventures ed esperienze native GaaS (Games as a Service)”.
La “Creative House” principale, Vantage Studios, si occuperà di “scalare ed estendere i franchise più grandi e consolidati di Ubisoft per trasformarli in brand miliardari annuali”, con un focus specifico su Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six. Le altre quattro case creative saranno dedicate rispettivamente a esperienze shooter competitive e cooperative, a esperienze live “selezionate e taglienti”, a giochi casual e family-friendly e, infine, a “mondi fantasy immersivi e universi narrativi”. È proprio in quest’ultima categoria che viene inserito Beyond Good & Evil.
Un progetto da mezzo miliardo di dollari sopravvissuto a tutto
La vicenda di Beyond Good & Evil 2 è ormai leggendaria nell’industria dei videogiochi. Annunciato ufficialmente ben 17 anni fa, il progetto ha superato numerose ondate di tagli, partenze di sviluppatori chiave, scandali e tragedie. Le ultime indiscrezioni, riportate da Insider Gaming, suggeriscono che i costi di sviluppo abbiano ormai superato la soglia dei 500 milioni di dollari, rendendolo uno dei giochi più costosi mai sviluppati.
In un comunicato a Kotaku, un portavoce di Ubisoft ha ribadito l’impegno dell’azienda: “Come menzionato nel comunicato stampa di ieri, Beyond Good & Evil sarà parte della Creative House 4, dedicata a mondi fantasy immersivi e universi narrativi. Beyond Good & Evil 2 rimane una priorità per noi nel contesto della nostra strategia incentrata sulle Open World Adventures”.
La vera ragione? Una questione contabile
L’articolo osserva che, al di là della retorica strategica, potrebbe esserci una motivazione più terra-terra dietro alla sopravvivenza del titolo. A livello contabile, un progetto di questa portata e con così tanti investimenti rappresenta ancora un “attivo” nel bilancio dell’azienda, ovvero un bene che promette futuri ricavi. Una sua cancellazione costringerebbe Ubisoft a registrare un’enorme svalutazione, un write-off che peserebbe negativamente sui conti.
Pertanto, potrebbe essere finanziariamente più sensato per l’azienda portare a termine e pubblicare il gioco, anche se le vendite non dovessero raggiungere le aspettative iniziali, piuttosto che ammettere una perdita secca di centinaia di milioni di dollari cancellandolo.
Un problema di nome e di riconoscibilità
L’autore dell’articolo solleva inoltre una questione sulla comunicazione del progetto. Presentare il gioco come “Beyond Good & Evil 2” implica una diretta dipendenza dal titolo originale del 2003, un gioco che, nonostante il suo status di cult, ha un pubblico ormai adulto e potenzialmente limitato. Una fetta enorme di giocatori oggi è composta da persone che potrebbero non conoscere affatto Jade e Pey’j, essendo nate o cresciute dopo l’uscita del primo capitolo.
Il consiglio ironico proposto è di considerare un cambio di nome, magari optando per un titolo come “Beyond Good & Evil (202X)” o qualcosa che ne descriva più chiaramente la natura, come “Cockney Cybermonkeys Online: An Open World Game From The Assassin’s Creed Folks”. Questo per tentare di conquistare un pubblico più ampio e non solo i nostalgici del titolo originale, il cui ultimo trailer significativo risale al 2017.



