Fable: il reboot elimina il morphing del personaggio per un approccio alla moralità più sfumato
Secondo un articolo pubblicato su Rock Paper Shotgun, il nuovo Fable sviluppato da Playground Games, in arrivo quest’autunno, abbandona il celebre sistema di trasformazione fisica del protagonista che caratterizzava i capitoli originali della serie. Al posto di corna diaboliche, aloni o calvizie dovute alle scelte morali, il gioco introduce un meccanismo di reputazione regionale, motivato dalla volontà di riflettere la soggettività della moralità nel mondo contemporaneo.
Le motivazioni di Playground Games
Ralph Fulton, fondatore e general manager di Playground Games, ha Illustrato le ragioni di questa scelta in un’intervista a IGN, dopo la presentazione del gameplay durante l’Xbox Developer Direct. Il team ha optato per “sfumature di grigio” nella gestione della moralità, restando fedele allo spirito della serie originale ma adattandolo alla realtà odierna. “Non esiste un bene oggettivo né un male oggettivo”, ha spiegato Fulton. “Non si riesce a far concordare tutti su cosa sia buono o cattivo. Questa diversità di opinioni è evidente oggi più che mai”.
Nei classici Fable, il giocatore poteva trasformarsi in un eroe caricaturale o in un villain estremo, con conseguenze fisiche evidenti. Nel reboot, invece, “non sarai mai completamente così”, ha precisato Fulton, eliminando la visibilità immediata delle scelte attraverso mutazioni fisiche.
Il nuovo sistema di reputazione regionale
La novità principale è un sistema che considera le regioni e i villaggi come enclavi isolate: in una nuova località, il protagonista parte con una “pagina bianca”, senza che le azioni passate influenzino il giudizio dei residenti. Così, è possibile essere amato in un’area e odiato in un’altra. “Non potresti farlo se entrassi con corna e tridente”, ha osservato Fulton. “La tua reputazione ti precederebbe. Per noi, era più importante dare al giocatore il pieno controllo della propria identità e di come gli altri lo percepiscono”.
Questo approccio richiama meccaniche di giochi come Fallout: New Vegas, con reputazioni locali che possono portare a interazioni variegate, come scherni per strada da parte degli abitanti di Albion basati su azioni recenti.
Riflessioni sul cambiamento e le conseguenze narrative
Sebbene il mondo artigianale del reboot, popolato da NPC nominati, prometta interazioni profonde – come l’esempio della scelta su Richard Ayoade, il gigante la cui uccisione abbassa i prezzi delle case –, alcuni elementi iconici dei Fable originali potrebbero andare perduti. Il morphing caricaturale offriva un divertimento esagerato e prevedibile, con possibilità di ingannare gli NPC sulle proprie “corna innocue”. Ora, l’enfasi sulla soggettività morale privilegia la flessibilità, ma rischia di attenuare ciò che rendeva la serie unica per i fan di lunga data.



