Riot apologizes for divisive 2XKO Twitch campaign, promises a "better solution" for the League of Legends fighting game

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Cosa cambia per gli streamer di 2XKO: Riot promette un ripensamento dopo le polemiche

Tempo di lettura: 2 minuti

La campagna Twitch di 2XKO divide i creator: critiche alla struttura “sponsorship” e promessa di soluzioni future

Secondo quanto riportato da PCGamesN, l’ultima campagna promozionale di Riot Games per il picchiaduro 2XKO ha scatenato un acceso dibattito nella comunità degli streamer su Twitch. L’iniziativa, presentata come una sponsorship, è stata criticata per una struttura che, secondo molti creator, si traduce più in una promozione gratuita del gioco che in una ricompensa equa per le ore di streaming.

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An image of Twitch's rundown of a new 2XKO sponsorship event

Il meccanismo contestato: bonus sub a carico della community

La campagna, attiva dal 22 gennaio al 2 febbraio per celebrare il lancio su console di 2XKO, prometteva un abbonamento omaggio (“bonus gift sub”) per ogni pacchetto di cinque abbonamenti acquistati sul canale di uno streamer. In superficie, un’offerta vantaggiosa: un visualizzatore fortunato riceve un sub a carico dello sviluppatore.

Tuttavia, come sottolineato dallo streamer ‘BloodyDrongo’, i guadagni da questi sub omaggio vengono calcolati sulla base della normale quota di ricavo netto dello streamer. Considerando che Twitch trattiene fino al 50% del costo di ogni abbonamento, anche di quelli regalati, la ricompensa effettiva per il creator si riduce notevolmente. In pratica, se un abbonamento costa 5 dollari (circa 4,60 euro), lo streamer potrebbe ricevere solo circa 2,50 dollari (circa 2,30 euro) per il sub bonus, dopo che Twitch ha già trattenuto la sua percentuale sui primi cinque sub pagati.

La risposta di Riot e la questione terminologica

Di fronte al malcontento, Erin ‘Aureylian’ Wayne, Global Head of Player Community di Riot, è intervenuta per chiarire le intenzioni dell’azienda. In un post su X, ha affermato che la campagna non era intesa come sostituto delle sponsorship tradizionali, ma come un esperimento per “riconoscere e premiare i creator che trasmettono contenuti sui nostri giochi”.

Wayne ha riconosciuto che il termine “sponsorship”, utilizzato da Twitch per definire il prodotto, è stato fuorviante e ha promesso che Riot sta lavorando con la piattaforma per “costruire una soluzione migliore per le future attività”. L’obiettivo dichiarato è evitare che campagne simili vengano presentate come sponsorship, garantendo invece che i creator si sentano “valorizzati e ricompensati”.

Un sistema a favore dei grandi streamer?

Oltre alla questione della nomenclatura e della ripartizione dei ricavi, l’articolo solleva un altro punto critico: l’accessibilità della campagna per gli streamer più piccoli. Il meccanismo che attiva il sub bonus solo dopo l’acquisto di un pacchetto di cinque abbonamenti rischia di favorire in modo sproporzionato i creator già affermati, che hanno community più numerose e pronte a spendere, lasciando indietro quelli emergenti.

Questa dinamica ha portato alcuni a riflettere sull’efficacia di modelli promozionali più tradizionali e inclusivi, come i “Twitch Drops”, che ricompensano i visualizzatori con cosmetici mentre lo streamer beneficia dell’aumento del pubblico, creando una situazione vantaggiosa per tutte le parti in gioco. La speranza, conclude la testata, è che le future campagne per 2XKO possano trovare un equilibrio migliore, premiando i creator in modo equo e generando un entusiasmo paragonabile a quello dei classici eventi di Riot.

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