Assassin's Creed Shadows and Mirage were both "quadruple-A games," says Ubisoft for some reason

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Ubisoft etichetta Assassin’s Creed Mirage come “quadruple-A” restando con la faccia seria tutto il tempo

Tempo di lettura: 2 minuti

Un produttore di Assassin’s Creed definisce Mirage e Shadows “AAAA” in un profilo LinkedIn

Un recente aggiornamento al profilo LinkedIn di una produttrice di Assassin’s Creed ha riacceso il dibattito sulla definizione e l’uso, spesso controverso, del termine “quadruple-A”. PCGamesN riporta che la professionista ha elencato sia Assassin’s Creed Shadows che Assassin’s Creed Mirage come titoli “AAAA”, una designazione che lascia perplessa parte della comunità, considerando soprattutto la genesi e le ambizioni dichiarate dei due progetti.

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Le affermazioni contestate e il contesto

Secondo quanto scoperto dal noto leaker noto come ‘Timur222’, la produttrice si presenta con “oltre 13 anni di esperienza nello sviluppo AAAA”. Nello specifico, definisce Mirage come “il primo titolo AAAA rilasciato nativamente su iPhone e iPad”, mentre Shadows sarebbe “il primo titolo AAAA di prossima generazione lanciato nativamente su macOS”.

Va sottolineato che si tratta di un profilo personale su LinkedIn, non di una comunicazione ufficiale di Ubisoft. La testata precisa inoltre di non aver potuto verificare l’autenticità dello screenshot originale, in quanto il profilo sarebbe stato modificato successivamente e non risulta disponibile negli archivi del Wayback Machine.

LinkedIn profile saying Assassin's Creed Shadows and Mirage are quadruple-a games

Cosa significa davvero “Quadruple-A”?

L’episodio riporta al centro una domanda fondamentale: cosa caratterizza effettivamente un gioco “quadruple-A”? L’articolo osserva che la definizione non può riguardare la qualità pura, altrimenti titoli acclamati come Balatro o Disco Elysium potrebbero rientrarvi. Si tende quindi a pensare che il termine si riferisca alle risorse impiegate: budget elevatissimo e cicli di sviluppo estremamente lunghi.

Su questo piano, l’etichetta potrebbe essere più plausibile per Assassin’s Creed Shadows, titolo vasto e ambizioso. Tuttavia, appare fuori luogo per Assassin’s Creed Mirage, concepito esplicitamente come un progetto più contenuto, realizzato velocemente e con un budget presumibilmente inferiore per testare l’appetibilità del gameplay classico della serie. La scelta sembra ancora più curiosa se paragonata a titoli come Ghost of Yotei, ampiamente considerati triple-A nonostante la loro eccellenza tecnica e di contenuti.

Una questione di marketing o di cultura aziendale?

L’articolo solleva un’ulteriore ipotesi: l’uso del termine “quadruple-A” potrebbe essere un’espressione della cultura aziendale interna di Ubisoft. Mentre studi come Rockstar evitano questo tipo di superlativo, Ubisoft potrebbe utilizzarlo come strumento motivazionale per spingere i team a superare i precedenti standard dei loro titoli triple-A.

In definitiva, la definizione di “quadruple-A” rimane nebulosa e soggettiva. Ciò che emerge chiaramente, conclude l’articolo, è che per la maggior parte dei giocatori le etichette contano poco. L’aspetto che veramente interessa è che un gioco, al di là della classificazione, sia semplicemente buono.

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