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Cavalieri queer vs Mascolinità Fragile. 1348: Ex-Voto entra nell’arena della modern audience

Tempo di lettura: 3 minuti

Che periodo meraviglioso per essere vivi e connessi a internet. Mentre il mondo brucia e la gente finisce sparata per strada, c’è chi ancora chi sbrocca per l’inclusività nel gaming. La “controversia” della settimana arriva da Knight’s Path, un indie che ha deciso di combattere le accuse di essere un clone mal riuscito di Kingdom Come: Deliverance giocandosi la carta della disperazione: l’anti-woke. Ma come riporta TheGamer, hanno trovato imprevisto pane per i loro denti proprio dall’Italia (e nessuno se lo sarebbe aspettato).

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Tutto è iniziato quando qualcuno ha chiesto conto dell’inclusività LGBTQ+ in Knight’s Path. La risposta degli sviluppatori? Un rifiuto sdegnoso delle “modern agendas”. Ormai un classico: quando il tuo gioco viene accusato di essere un rip-off e la qualità tecnica è dubbia e di aver abusato di IA generativa, l’unica strategia rimasta è strizzare l’occhio a quella frangia di pubblico che considera l’esistenza delle minoranze e il voto alle donne un attacco personale. Hanno letteralmente trasformato l’assenza di inclusività in una feature di marketing.

E per carità, per un po’ funziona anche. Pensate a CI Games che sulla promessa di gnocca e sulla reintroduzione della ferrea separazione dei generi ha puntato tutto il marketing post lancio di quella ciofeca di Lords Of the Fallen 2023. Per un po’ gli è andata bene, sono arrivati quasi a recensioni “perlopiù positive” su Steam, per poi tornare a un più realistico “nella media”. Il gioco non ha ancora prodotto utili eh, però chissà, magari un giorno. Ai ragazzi di Spiltgate 2 e No rest for the wicked è andata anche peggio ma, hey, hai detto mai che stavolta è quella buona. Perché non dovremmo fidarci di gente che ripete “realismo” ogni cinque parole per costruire la propria male power fantasy e poi piazza donne truccate come modelle di Victoria’s Secret, lumache giganti e viverne in mezzo ai boschi?

Ed è qui che la storia diventa interessante. Sedleo, il team italiano dietro 1348: Ex-Voto, ha deciso di rischiare. Il loro gioco parla di Aeta, una cavaliere errante in missione per salvare il suo amore, Bianca (doppiata nientemeno che da Jennifer English, la Shadowheart di Baldur’s Gate 3). Insomma, l’incubo gender di Daniel Vávra.

In risposta al delirio di Knight’s Path, L’account ufficiale di 1348: Ex-Voto a ha twittato chiedendo ai fan di segnare la data di uscita sulle loro… “modern agendas”. Una frecciatina che con due parole ha ridicolizzato giorni di polemiche sterili dall’alto delle oltre 100.000 wishlist.

1348 Ex Voto scaled

1348 non solo sembra promettere un dignitosissimo valore di produzione per il mondo indie, un’atmosfera horror pazzesca e una narrativa matura, ma i dev hanno dimostrato che si può fare marketing con intelligenza e ironia. Magari è tutta voglia di engagement eh, non si può mai dire. Intanto per me wishlist.

E sapete che c’è? Qualcosa mi dice che i patrioti qui da noi preferiranno supportare gli incel piuttosto che i loro connazionali. Ma potrei sempre sbagliarmi.

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