Tra i molti remake che abbiamo giocato in questa generazione videoludica, non troviamo solo grandi produzioni che hanno saputo lasciare un segno indelebile nel passato di tutta l’industria, ma ci sono state anche riproposte moltissime esperienze che possiamo definire a loro modo come dei veri e propri cult delle generazioni passate. Tra queste spicca XIII, la trasposizione in salsa videoludica di una delle serie di graphic novel più importanti che il fumetto franco-belga ci abbia donato. Esattamente come nel 2003, oggi ci risvegliamo ancora una volta sulla spiaggia di Brighton Beach mentre vestiamo i panni di un uomo che ha perso completamente la memoria. È da qui che i ragazzi di PlayMagic hanno deciso di farci ripartire con il loro nuovo remake di XIII.

XIII

Ricordi che vanno e vengono

Una delle basi fondanti su cui poggia l’intera esperienza di questo remake di XIII è tutto quel che ruota attorno al comparto narrativo. Quel che colpì i giocatori che diedero una possibilità al gioco originale del 2003 non si fermava solamente alla piacevole grafica in cel-shading che proponeva il titolo, ma anche e soprattutto a un racconto che dava costantemente la sensazione di star giocando a un vero e proprio fumetto interattivo, con una regia che si districava tra vignette, onomatopee animate e balloon che sembravano quasi spuntare fuori dalla schermata. Il recente remake non fa nulla di troppo diverso e, sebbene a tratti si discosti da alcune scelte artistiche dal prodotto di base, ripropone quel gusto che il gioco originale aveva saputo ben confezionare quando arrivò sul mercato nei primi anni 2000.

Il XIII sviluppato dai ragazzi di PlayMagic rimane molto fedele all’opera originale a fumetti creata a metà anni ’80 da Jean Van Hamme e William Vance. La storia a cui veniamo messi di fronte ci vede fare i conti con il passato e il presente di Steve Rowland: un uomo che ha perso la memoria in circostanze misteriose e che si trova immischiato in una situazione tra l’incudine e il martello. L’amnesia rimane quindi una tematica forte che va a trainare gran parte della narrazione di XIII remake, ma non solo, c’è anche tutto quell’aspetto thriller e a tratti mistery che va a coadiuvare quella che in fin dei conti risulta essere una trama che regge botta dall’inizio alla fine.

Cospirazioni, assassinii, tradimenti e lotte di potere; l’aspetto narrativo cavalca a buon ritmo in buona compagnia di tante tematiche diverse che insieme riescono a galvanizzare l’esperienza, esattamente come accadeva col titolo originale oltre un decennio fa. Tutto questo funziona molto bene grazie a un soggetto di base molto forte, ma anche grazie ai ragazzi di PlayMagic che hanno saputo districarsi tra i fili di una sceneggiatura che inciampa di rado, sempre ben supportata da un taglio leggermente più cinematografico che in passato e che aggiunge all’esperienza nuovi intermezzi molto ben inseriti tra una sezione di gioco e l’altra.

A discostarsi dal gioco del 2003 è invece tutto l’impianto visivo e artistico; ci vuole poco infatti per capire che non ci troviamo più davanti a una grafica in puro cel-shading. Essendo passati ben 17 anni, il remake di XIII gode di alcune tecnologie visive che rendono sicuramente più vivo e pregno di dettagli il mondo di gioco. Anche se la tecnica in cel-shading è ancora presente, bastano pochi secondi di gioco per notare come sia molto meno preponderante che nel gioco originale.

I colori, a tratti, sono meno saturi, dando all’aspetto grafico un realismo maggiore, distaccandosi forse un po’ troppo dal quel mood fumettistico del titolo originale che resta ancora impresso nella memoria dei giocatori. Proprio per questa scelta non tutti i giocatori riusciranno a scendere a patti con il cambio di regime stilistico, che nel remake fa apparire il tutto forse un po’ più anonimo e asettico. Lo stile scelto nella ricreazione dei personaggi invece, è un punto a favore del lavoro svolto da PalyMagic. Nel remake di XIII abbiamo a che fare con personaggi che nelle fattezze sono molto più vicini alle creazioni degli autori originali della serie di graphic novel.

XIII

Da menzionare assolutamente anche una delle caratteristiche che hanno reso un vero cult il XIII del 2003. Le vignette animate tornano in grande stile anche in questo rifacimento con diverse migliorie e una varietà di situazioni, anche nelle fasi di gioco, che dà all’intera produzione una sua unicità. Affrontare le svariate sparatorie con una mini regia tutta dedicata alle vignette che seguono le nostre azioni, o venire accompagnati dall’onomatopea dopo la fragorosa esplosione di una granata, rimane ancora una volta un qualcosa che è molto piacevole da vedere a schermo.

Kaboom!!

Se il feeling audio-visivo proposto da questo remake di XIII è ampiamente promosso, qualche inciampo lo troviamo nel gameplay che ci viene proposto durante tutto l’arco della storia. Come…

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