Dopo il Teardown di ieri, conosciamo finalmente anche l’interno di PS5, la nuova console next-gen di Sony. L’azienda giapponese ci ha fatto attendere un bel po’ prima di scoprirla in tutto e per tutto, ma finalmente abbiamo già un’idea piuttosto chiara della loro struttura interna. I due team di ingegneri hanno svolto un lavoro completamente agli antipodi, dando vita a due prodotti hardware estremamente interessanti, quanto profondamente diversi nella filosofia.

In questo articolo andremo ad analizzare l’interno di PS5 e Xbox Series X, cercando di identificare i punti di forza e gli eventuali lati negativi delle due console. Quando arriveranno in redazione avremo modo di studiarle più da vicino, fare gli opportuni test e darvi un nostro giudizio più approfondito, di conseguenza tutto ciò che leggerete da ora in avanti è frutto di una nostra opinione basata su ciò che abbiamo visto.

PlayStation 5

Partiamo dall’ultima arrivata, PS5. Una console che già dalle prime immagini ci è sembrata piuttosto grande e dal design futuristico, quanto strano. Su quest’ultimo pezzo ci siamo più volte espressi e torneremo a parlarvene durante la recensione, ma occorre fare un cappello introduttivo partendo dalle dimensioni di questa PlayStation 5.

Alta ben 39 centimetri, larga 10.4 centimetri, profonda 26 e pesa 4,5 Kg, insomma parliamo di una bella bestiola, che darà del filo da torcere ai vostri spazi domestici. La console, che potrà essere messa sia in orizzontale che in verticale, sfrutta una base piuttosto resistente e di qualità, che dovrà essere rimossa dalla base, svitando una particolare vite, e ancorata alla parte posteriore della console ogni qualvolta si deciderà di metterla in orizzontale. Un sistema non troppo comodo, ma che conferma un appoggio resistente di una console non leggera.

Uno dei due filtri anti-polvere dal quale aspirare
PS5 PlayStation 5 teardown

Le due scocche bianche, in plastica, potranno essere rimosse con facilità, confermando in maniera indiretta opportune personalizzazioni grafiche della console. Le scocche nascondono dei pannelli con filtri anti-polvere e uno slot d’espansione PCI-E NVMe 4.0 per installare un SSD aggiuntivo e aumentare lo spazio disponibile per installare i propri giochi. Da questo punto di vista, la soluzione presentata da Sony risulta decisamente meno costosa e più libera per gli acquirenti, che potranno acquistare un NVMe 4.0 con le opportune caratteristiche, a prezzi più bassi rispetto alla card SSD di Series X prezzata a 249,99 euro.

La ventola è 120x45mm, piuttosto grande e ben adatta per rinfrescare la console in maniera efficiente. La ventola blower prende l’aria dalla parte davanti della console, per poi poterla buttare fuori nella zona posteriore. Un sistema piuttosto classico, che però smentisce la presenza di più ventole che avrebbero potuto provare più rumore durante le sessioni di gioco.

Ciò che non ci ha particolarmente convinto è la plastica interna, non particolarmente di qualità a vedersi così. Ad ogni modo, dopo aver rimosso la grande quantità di plastica, possiamo finalmente vedere il lavoro svolto sulla motherboard – contenente l’APU (GPU RDNA 2 e CPU Zen 2) con la sua soluzione termica, e qua le cose di fanno interessanti. A differenza delle console passate, Sony ha optato per una soluzione a metallo liquido personalizzata, un lavoro che ha costretto Sony a uno studio di diversi anni per poterla applicare nella maniera corretta.

Sony ha scelto il metallo liquido: sarà un problema sul lungo periodo?
PS5 PlayStation 5 teardown

Questa scelta non è innovativa, nel mondo PC in passato è stato già usata, ma rimane un metodo piuttosto raro e non di facile applicazione, che nel mondo console rimane chiaramente originale. Il metallo liquido ha chiaramente una conduzione maggiore, di conseguenza potrebbe inevitabilmente dissipare maggiormente il calore generato dall’APU, ma allo stesso tempo solitamente e per quanto ne sappiamo, il metallo liquido dura meno della pasta termica. Il motivo è derivato dal fatto che con il passare del tempo il Gallio contenuto nel metallo liquido tende a “reagire” con il rame presente nello stesso metallo liquido, riducendo la longevità dello stesso.

Non conosciamo la qualità del metallo liquido utilizzato da Sony, ed è impossibile trarre conclusioni affrettate sulla sua durabilità, ma solitamente la sua longevità è inferiore. Sicuramente avremo modo di analizzare la longevità dello stesso durante la fine del 2021, così da potervi dare un giudizio più completo a riguardo. Sony è stata molto attenta, comunque, nella sua applicazione, in maniera tale da non rischiare di farlo fuoriuscire dalla sezione e creare gravi danni.

A completare l’opera ci pensa un enorme dissipatore, che promette però di avere le stesse performance di un sistema a camera di vapore. Il tutto è interessante, ma solitamente i dissipatori normali generano più rumore dei sistemi a vapor chamber,…

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