Il ricco e variegato panorama dell’industria videoludica moderna offre, a un pubblico ormai sempre più vasto, la costante possibilità di trovare sempre il prodotto adatto alle proprie esigenze. Qualunque sia il genere, lo stile o la durata che si sta ricercando, chiunque può insomma riuscire a mettere mano sul gioco più affine agli standard desiderati. In un contesto così strutturato è però spesso difficile, per un videogioco, emergere nell’incredibile quantitativo di titoli presenti sul mercato: Windbound, ambiziosa avventura survival ideata dai ragazzi di 5 Lives Studios, è uno di quelli che ci vuole provare in maniera più sfrontata ed evidente.

Già perché il gioco, secondo progetto del team dopo l’interessante RTS in salsa cyberpunk Satellite Reign, vuole essere più di un “semplice” indie: ispirandosi in varie fasi ad alcuni prodotti che hanno lasciato il segno nell’industria negli ultimi anni – da un capolavoro indiscusso come Breath of the Wild a titoli come ARK e Rime – Windbound vuole infatti provare a costruirsi una propria identità. E ci prova tentando di farsi strada in un genere che, soprattutto negli ultimi anni, si è affermato sul mercato in tante forme e concezioni diverse, arrivando forse al punto di rendere saturo lo stesso mercato. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme.

Windbound: Kara come Link?

Annunciato a inizio aprile e capace di colpire sin da subito per elementi come un comparto artistico davvero particolare e, soprattutto, una serie di dinamiche davvero ben realizzate, Windbound ci mette nei panni di Kara: una giovane guerriera dispersa in mare a seguito di una violenta tempesta, che l’ha lasciata sola e abbandonata su una misteriosa isola deserta.

Windbound

Senza più armi né cibo, e soprattutto senza poter contare sull’aiuto della propria tribù, Kara dovrà dunque impegnarsi in ogni modo possibile per sopravvivere. Ed è proprio questa la parola d’ordine alla base di Windbound: sopravvivenza, sfruttando tutto ciò che la natura selvaggia può offrire e che possiamo procacciare contando solo su noi stessi. In un contesto del genere l’esplorazione giocherà un ruolo fondamentale, e in tal senso 5 Lives Studios ha compiuto un lavoro davvero interessante.

L’ambientazione di gioco sarà infatti generata in maniera procedurale, consentendo così un’ampia rigiocabilità di un’esperienza sempre diversa e dinamica. L’esplorazione sarà necessaria e accessoria alla produzione di armi, imbarcazioni e di tutto ciò che serve per sopravvivere e investigare sui segreti dell’isola. Non dimentichiamo poi quanto Windbound sia in sostanza, oltre a un costante confronto tra uomo e natura, un collage ricco di elementi dall’altro grado di coinvolgimento. Il rapporto con la fauna, anch’essa dinamica, sarà ad esempio un fattore di sopravvivenza fondamentale: starà a noi decidere se prendere l’iniziativa, correndo dei rischi, o scegliere una linea più prudente evitando lo scontro.

Windbound

In termini di gameplay è necessario sottolineare quanto Windbound sia di fatto un’esperienza fruibile in maniere differenti. All’inizio della nostra avventura ci verrà infatti chiesto di scegliere tra le due difficoltà disponibili: Sopravvivenza e Storia. Nella prima, in caso di morte di Kara, ci troveremo i progressi azzerati e l’inventario vuoto, facendo leva in sostanza sulla natura prettamente survival del titolo. Nella seconda il focus verterà maggiormente sulla storia, mantenendo in caso di game over i progressi raggiunti e diminuendo sensibilmente la difficoltà di combattimento.

La gestione dell’inventario è stata concepita in modo molto simile a quanto visto in molti altri titoli del genere: una struttura classica e pensata in modo da mettere il giocatore in condizione di doversi adattare, scegliendo con cura quali risorse conservare e quali invece tralasciare. L’inventario potrà poi essere ampliato costruendo, sempre con la raccolta di appositi materiali, sacche aggiuntive dove depositare oggetti di ogni genere.

L’impiego delle risorse, altro carattere fondamentale di tutti i titoli appartenenti a questo filone, andrà ad offrire tutta una serie di scelte e opzioni su come vivere l’avventura di Kara. Degno di nota è qui l’ampio grado di personalizzazione su più livelli, con ogni risorsa raccolta che potrà essere convertita in oggetti man mano sempre più potenziabili: nulla, ma davvero nulla, sarà insomma inutile. Se ad esempio raccoglieremo dei fasci di erba, potremo usarli per comporre degli steli da impiegare nella costruzione di un’imbarcazione. Potremo poi attrezzare quest’ultima con una vela, un’ancora, una sacca per il trasporto di oggetti e via dicendo.

Windbound

L’impatto iniziale con il gioco è uno di quelli destinati a lasciarvi comunque un ricordo, e ciò è merito anche e soprattutto del comparto grafico che si rifà ai…

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