Wasteland 3 è un titolo impressionante, un’opera talmente pregna di contenuti da lasciare a bocca aperta. Quanto imbastito da InXile Entertainment è qualcosa fuori scala, qualcosa che necessita di decine e decine di ore di gioco per scalfirne appena la superficie. Narrativa di livello, una scrittura efficace e, soprattutto, un mondo incredibilmente vivo e in continua evoluzione: tutto senza dimenticare un gameplay profondo e articolato. Chiunque avesse aspettative decisamente alte per il titolo, come sempre guidato dalla saggia mano di Brian Fargo, non rimarrà deluso da Wasteland 3 e troverà un’avventura dall’altissima qualità di fondo, capace di ammaliare i vecchi appassionati e, al contempo, rivisitare in chiave moderna diverse le classiche meccaniche di gioco.

Abbiamo recensito il gioco con il seguente PC:

Wasteland 3: nel freddo Colorado post-apocalittico

Le vicende – e che vicende – narrate da Wasteland 3 ci portano in un’ambientazione diametralmente opposta alla calda Arizona a cui ci avevano abituati  i precedenti episodi. In questo terzo capitolo ci troveremo infatti in un ghiacciato Colorado post-apocalittico, con i nostri amati ranger che hanno risposto alla chiamata d’aiuto del Patriarca, un auto-proclamatosi sovrano del Colorado dal polso di ferro. Come qualsiasi padre dal carattere forte e con il tempo a disposizione risicato, sono i figli il grande problema del Patriarca, con la prole del dittatore che si è sparpagliata tra le gelide lande del Colorado a tramare per deporre il padre. Il nostro compito sarà, quindi, quello di recuperare i figli fuggiaschi e riportarglieli.

Questo è, però, solo l’incipit di Wasteland 3 e, come facilmente immaginabile, il prosieguo delle vicende è completamente nelle nostre mani e dipenderà da un’incredibile serie di scelte che faremo nel corso dell’avventura. Decisione dopo decisione, il variopinto mosaico narrativo di Wasteland 3 andrà a comporsi sotto i nostri occhi, portandoci su strade sempre diverse e, soprattutto, sempre giustificate da quello che è stato il nostro cammino: mai, come nell’ultima opera di InXile Entertainment, ci siamo sentiti padroni del nostro destino, capaci di scelte in grado di segnare la sorte di intere cittadine.

In Wasteland 3 anche la più piccola decisione, la più piccola risposta, ha una sua conseguenza: per usare una citazione, anche il battito di ali di una farfalla può provocare un uragano in Colorado. Questo diventa estremamente chiaro quando, dopo ore di gioco, ci si ritrova sbattuti in faccia una scelta fatta tempo prima o quando ci si imbatte in un accampamento ormai decimato solo perché in precedenza non abbiamo portato a termine una missione secondaria. In situazioni come queste, la potenza narrativa di Wasteland 3 emerge in tutto il suo splendore, come un ammaliante libro che si sviluppa attorno alle scelte del lettore, ghermendolo nel suo poliforme racconto.

Wasteland 3

L’intreccio narrativo Wasteland 3 non è però un mero esercizio di stile, in grado come un illusionista di stupire solo grazie ai suoi virtuosismi, ma un racconto nudo e crudo, capace di sbattere in faccia al giocatore la realtà umana. Folli, disperati, fanatici, succubi e potenti: il prodotto di InXile Entertainment è un crogiolo di sentimenti umani, un museo di personalità ed emozioni, un clamoroso spaccato della psiche umana. Nelle decine di ore di gioco che passerete in compagnia del Team November, la squadra di Desert Ranger protagonista di Wasteland 3, vi imbatterete in personaggi e vicende di ogni tipo, che ci porteranno più volte a varcare il labile confine tra il bene e il male. Ergersi paladini della giustizia non è mai stato così difficile.

Ad aumentare poi ancor di più l’immedesimazione è finalmente il doppiaggio, una caratteristica richiesta a gran voce dai fan e arrivata grazie all’apporto di capitali dovuto all’ingresso di InXile Entertainment negli Xbox Game Studios. Un doppiaggio, solamente in inglese ma di buonissima fattura, che è riservato anche al più insignificante dei dialoghi e che concorre a innalzare incredibilmente la fruibilità del titolo. Se non siete particolarmente a vostro agio con la lingua d’Albione, fate attenzione: non è solo il doppiaggio a essere in inglese in Wasteland 3, bensì l’intero gioco. Considerando quanto siano predominanti i testi scritti, si tratta quindi di un aspetto da tenere in grande considerazione se si è interessati all’acquisto. Altro aspetto determinante per l’immedesimazione è poi l’introduzione di una visuale frontale, come quella che potete osservare qui sotto, dei personaggi principali durante alcuni dialoghi. Un’interessante aggiunta, che riesce anch’essa a dare un quid in più alla narrazione.

Wasteland 3

Un GDR con i controfiocchi

Allontanandoci ora da quella che è la maestosa narrazione di Wasteland 3, che tra l’altro è accompagnata da una scrittura sempre mordente ed…

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