Molti streamer di Twitch hanno canali YouTube, e viceversa. Un po’ come tutti, hanno anche account Twitter, Instagram, TikTok fondamentalmente ogni altro tipo di social. Per anni, Twitch ha preso in considerazione l’attività sulle altre piattaforme quando si trattava di sospendere o bannare gli streamer, ma lo faceva saltuariamente e solo quando era avvenuta anche un’infrazione su Twitch. Invece pare che le cose cambieranno presto, dato che la piattaforma di live streaming sta cercando di rendere l’attività online degli streamer fuori da Twitch un elemento considerevole del suo approccio alla moderazione, addirittura collaborando con uno studio legale per indagare sui contenuti postati dagli streamer anche sugli altri social. Minacce, aggressioni di tipo sessuale e altre forme di molestie e violenza verranno tutte prese in considerazione anche se non streammate direttamente su Twitch.

“Questo partner è uno studio legale esperto in investigazioni che si dedica alla conduzione di indagini indipendenti sul posto di lavoro e nei campus universitari, comprese quelle relative alla discriminazione o all’aggressione sessuale”, ha scritto Twitch in un post di oggi sul suo blog, specificando di servirsi dello studio legale perché, in quanto azienda, ha strumenti che le permettono di verificare ciò che è avvenuto su Twitch, ma che gli accertamenti su altre piattaforme sono molto più difficile da completare. “Questa partnership ci permetterà di indagare più accuratamente e rispondere alle segnalazioni di cattiva condotta fuori dalla piattaforma. Abbiamo anche aumentato le dimensioni del nostro team interno che è ampiamente addestrato per gestire indagini delicate e riservate e collaborare con le forze dell’ordine.”

Twitch ha anche fornito esempi dei tipi di comportamenti che potrebbero far espellere gli streamer, anche se non si verificano su Twitch. Questi includono la violenza e l’estremismo violento, le minacce di stragi di massa, le attività terroristiche o il reclutamento, la leadership o l’appartenenza a un noto hate group, l’esecuzione o l’azione come complice di attività sessuali non consensuali e/o la violenza sessuale, lo sfruttamento sessuale dei bambini (compreso l’adescamento), le minacce di violenza durante gli eventi e le minacce contro lo staff di Twitch.

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I portavoce di Twitch hanno anche aggiunto che intendono agire solo nei casi in cui avranno prove verificabili, che in questo caso potrebbero significare link, screenshot, video fuori da Twitch, interviste, inchieste della polizia, che siano state verificate dal nostro team o dai nostri investigatori terzi.

Fonte: Kotaku

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