Ancora poco e anche questo 2020 volgerà al termine segnando la fine di un’annata che, sotto molti punti di vista, non stentiamo a definire quantomeno particolare. Limitandoci all’aspetto prettamente videoludico possiamo comunque affermare che sì, nonostante gli alti e bassi non indifferenti, anche quest’anno è stato a suo modo indimenticabile: all’annullamento di fiere ed eventi di settore si sono affiancati, in ogni caso, pubblicazioni di capolavori destinati a rimanere nella storia e soprattutto il lancio della nuova generazione di console.

Nonostante sia appena iniziato l’ultimo mese dell’anno, questo 2020 ha ancora qualche cartuccia da sparare. Twin Mirror é uno dei progetti più interessanti in questo senso, un gioco che a partire dal suo annuncio lo scorso anno ha attirato subito l’attenzione di una buona fetta di utenti. Il nuovo titolo di Dontnod del resto si presenta con un concept interessante, in grado potenzialmente di alzare ancora di più la già notevole asticella qualitativa che quest’anno ha portato con sé. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme!

Twin Mirror: welcome to Basswood

Indipendentemente dalla qualità del prodotto finale, i titoli targati Dontnod condividono un medesimo aspetto. Tutti, da Remember Me a Life is Strange passando per Vampyr, riescono a costruire nei minimi particolari un’atmosfera di altissimo livello. E lo fanno allo stesso modo: sfruttando al massimo i singoli dettagli legati ad ambientazione, colonna sonora e rapporti tra personaggi che vanno a formare quel mosaico finale che è l’esperienza di gioco. Twin Mirror, da questo punto di vista, non fa eccezione: nel dar vita al primo titolo interamente autoprodotto, lo studio parigino ha infatti seguito il modus operandi che tanto ha caratterizzato le precedenti pubblicazioni, enfatizzandolo in maniera ancor più marcata.

Verremo infatti catapultati a Basswood, cittadina del West Virginia nella quale l’ex giornalista Sam Higgs si trova a fare ritorno per assistere al funerale di un caro amico. Il nostro protagonista si troverà qui travolto dai ricordi, dalle mille memorie che una città e tutte le sue sfaccettature riescono ad evocare ad ogni incontro, ad ogni parola. La narrazione, di fatto, viene spinta dall’ambientazione.

twin mirror

Proprio il ricordo sarà una delle tematiche chiave della nostra avventura, e qui viene incontro la prima interessante dinamica introdotta da Twin Mirror: il Palazzo della Memoria, una struttura presente solo nella mente di Sam che gli permette di analizzare il mondo che lo circonda con uno sguardo influenzato, starai a noi deciderlo, in maniera più o meno positiva. Se i ricordi e le esperienze possono infatti aiutare nell’interpretazione di determinati segnali o significati, è al contempo possibile che esse colpiscano il nostro protagonista al punto da renderlo schiavo dei propri pensieri.

Accanto al Palazzo della Memoria troviamo poi un’altra figura molto importante nel proseguo della storia: il “Doppio“, una sorta di doppelgänger presente solo nella mente di Sam. Questo alter ego immaginario proverà ad aiutarci, o a sabotarci, nel lungo viaggio alla scoperta di un mistero che sin da subito capiamo sarà il tema principale di Twin Mirror. Nel giorno dell’ultimo saluto all’amico di sempre Sam sarà infatti avvicinato dalla figlia Joan, che inizierà a mettere in dubbio le circostanze legate alla scomparsa del padre. Un’indagine di cui Sam si prenderà carico conscio del fatto che, reo di aver condotto un’inchiesta che mise Basswood sotto una cattiva luce diversi anni prima, saranno pochi gli ex concittadini disposti a collaborare. Come dicevamo, diversi elementi vanno a costruire un’atmosfera: i personaggi coinvolti, in questo senso, svolgono un ruolo davvero fondamentale.

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A livello di gameplay Twin Mirror è un prodotto più che godibile, affiancando alle meccaniche appena spiegate una serie di elementi ormai canonici dei vari titoli di Dontnod. Come ad esempio in Life is Strange, ci troveremo infatti di fronte a scelte che alla lunga potranno portare a piccoli o grandi sconvolgimenti di trama. Ogni dialogo e ogni azione potranno dunque essere determinanti, almeno sulla carta: l’avanzamento del gioco mostrerà comunque come alcune decisioni si riveleranno ininfluenti ai fini della trama, garantendo tuttavia un coinvolgimento emotivo non da poco. Rispetto ai predecessori possiamo insomma dirlo: Twin Mirror si vuole porre come un titolo più maturo e definito, con cui il team è davvero riuscito ad alzare gli standard. Ciò nonostante il gioco no, non è affatto privo di difetti: andiamo a vedere perché.

Questione di… Particolari!

Se il comparto grafico risulta a un primo impatto davvero ben realizzato, specialmente per quanto riguarda la progettazione anche estetica del Palazzo della Mente, emergono a più riprese alcune sfaccettature non particolarmente rifinite. A livello di animazioni, ad…

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