Quando pensiamo ai titoli più divertenti e frenetici degli anni ’80, la mente ci porta senza dubbio al connubio leggendario tra la saga di Turrican e il mitico Commodore 64. Un titolo che ha superato ogni limite imposto dalla sua epoca, limiti di un hardware potenzialmente inadeguato, ma che certamente non ha scoraggiato Manfred Trenz della storica software house Rainbow Arts. Ve lo ricordate? Qualunque sia la vostra risposta, Turrican è un ricordo indelebile nella mente di tantissimi giocatori e oggi, soffiando ben trenta candeline, ripercorriamo la sua storia in attesa del suo ritorno appena annunciato.

Turrican era un gioco d’azione a scorrimento apparso per la prima volta nel 1990 su Commodore 64, un titolo bidimensionale, ma dotato di una forte componente esplorativa e un gameplay frenetico dannatamente divertente, al punto di far nascere nuove e più potenti conversioni, sequel, oltre a ispirare in parte la serie di Metroid. Come potete ben capire, Turrican aveva qualcosa di unico per l’epoca. Era forse la storia? Un gameplay rivoluzionario?

No. Prima di tutto, Turrican era una sfida per il suo stesso creatore.

Turrican

Turrican, un gioiello d’altri tempi

La trama di Turrican raccontava di un potente demone di nome Morgul, in grado di dare forma agli incubi della razza umana, materializzandoli però sotto forma di demoni. Era compito del protagonista, super corazzato e armato da certi fucili laser da far morire di invidia RoboCop, farsi strada tra i demoni fino ad arrivare al loro oscuro creatore.

Turrican, come accadeva spesso per quasi tutti i giochi degli anni ’80 – ’90, era programmato da un solo sviluppatore, il caro Manfred Trenz, che compì un autentico miracolo su Commodore 64: immaginate un titolo effettivamente molto complesso per il numero di elementi su schermo e con un level design mai visto, senza contare la sua longevità… il tutto caricato su 64 KB di RAM. Il lavoro svolto da Trenz era la prova che il mitico computer di Commodore aveva ancora tanto da dire.

Con capacità di memoria di gran lunga superiori, Turrican raggiunse il massimo splendore nella sua conversione per Commodore Amiga, messa a punto dal team di Factor 5, ma nemmeno il seguito nella sua macchina natia tardò ad arrivare. Infatti, Turrican II – The Final Fight fu pubblicato nel 1991 ancora su Commodore 64 da Manfred Trenz e Andreas Escher e nuovamente convertito da Factor 5 per la versione Amiga.

Questa volta, la trama era assai differente rispetto al primo capitolo, raccontando di un’astronave esploratrice terrestre chiamata Avalon, che veniva attaccata dall’imperatore alieno “The Machine”. L’unico astronauta superstite, Bren McGuire, indosserà una nuova versione dell’armatura vista nel primo capitolo e affronterà il perfido nemico extraterrestre. Oltre a una trama slegata e più articolata del primo episodio, Turrican II ha il pregio di arricchire tutto il comparto grafico con maggiori sprite dei modelli su schermo, nuovi effetti di luce, sei livelli di gioco suddivisi in altri sottolivelli, nuovi scenari e un’inedita sezione di guida dell’astronave. Una nota di merito a parte meritata dalla sola colonna sonora, musicata all’epoca da Jochen Hippel, con delle tracce musicali, che soprattutto nella conversione Amiga, segnavano un’autentica chiave di volta del settore. Trenz ed Escher erano riusciti perfino a migliorare la loro creatura iniziale.

Turrican 3, sconfitto dai pirati?

Come accade spesso nel mondo dell’intrattenimento, successo vuole fare rima con sequel e perché fermarsi a uno solo? Dopo due anni, nel 1993 viene pubblicato Turrican 3 per Commodore Amiga e Sega Mega Drive (il mitico Commodore 64 era ormai troppo vetusto per vedere la fine della saga), anche se il titolo non viene sviluppato da Manfred Trenz. Ma il gioco fu un passo falso: la formula di gioco venne cambiata e le due versioni presentavano diverse caratteristiche che fecero storcere il naso agli utenti.

Turrican 3 tende ancora una volta a spettacolarizzare l’azione su schermo, grazie anche alle due macchine dotate dell’avanzatissima CPU – per l’epoca s’intende – Motorola 68000, risultando, però, molto meno votato all’esplorazione tipica dei due precedenti capitoli, con meno livelli, un nuovo sistema di sparo che introduceva il rampino per raggiungere le aree superiori e ancora delle musiche sbalorditive curate da Chris Hülsbeck. Tuttavia, Turrican 3 fece registrare vendite nettamente inferiori rispetto ai suoi predecessori.

Turrican

Oltre al cambiamento dell’impostazione del gameplay e l’assenza del suo creatore nel team di sviluppo, nella prima metà degli anni ’90 imperversava incontrastata la pirateria in tutto il mercato videoludico, pertanto si decise in primis di far uscire il gioco su cartuccia (più difficile da piratare, anche se non impossibile già all’epoca) per Mega Drive col nome di Mega Turrican e sviluppato sempre da Factor…

[…]Leggi di più su www.tomshw.it

Rispondi