In un 2020 che vede Nintendo Switch sommersa da una fiumana di porting eclettici, e dai generi più disparati, anche il mastodontico Trails of Cold Steel III ha deciso di fare capolino sulle sponde ibride della console del colosso di Kyoto. Arrivato in Occidente lo scorso Ottobre, il mastodontico titolo di NIS America è riuscito subito a conquistare il favore della critica e di un pubblico di appassionati che seguono, oramai da oltre un decennio, il proseguire della celebre saga Trails iniziata da Falcom nel lontano 1989. Una serie che non ha nulla da invidiare alle più blasonate Persona, Shin Megami Tensei o Tales Of, grazie a un universo che, in oltre nove produzioni, si è espanso in numerose direzioni, andando a raccontare, e interconnettere, un insieme di storie dall’assoluto spessore narrativo.

Trails of Cold Steel III in pillole

Lo scorso Ottobre analizzammo la versione per PlayStation 4 di Trails of Cold Steel III e ci trovammo davanti una produzione di indubbio spessore che, per i fan di vecchia data, si mostrò come un punto di svolta per l’intera serie grazie alle novità introdotte. Per chi non avesse mai sentito parlare della serie di Trails of questo nuovo capitolo potrebbe lasciare lievemente spaesati visto il forte collegamento con i due capitoli precedenti della serie. La trama parte proprio dalla conclusione della vita accademica della Classe VII e della Guerra Civile, eventi che hanno indelebilmente segnato Trails of Cold Steel I e II. Attraverso perdite considerevoli e una maturità fatta crescere nel moto della guerra al terrorismo, gli studenti protagonisti delle vicende hanno lasciato l’accademia di Thors da eroi diplomati, dividendosi per inseguire i propri sogni con la promessa di riunirsi tutti una volta che la situazione fosse migliorata, un tempo che appare ancora molto distante.

Seppure i riflettori di Trails of Cold Steel III siano puntati su dei personaggi del tutto nuovi, e sul forte legame fra insegnante e studente, la coralità di questo capitolo è molto vasta e avvolge attorno a sé sia il cast originale che personaggi conosciuti delle altre regioni, gettando le basi per un’ipotetica conclusione futura della serie The Legend of Heroes. Per questo, e per altrettanti motivi puramente narrativi, è davvero difficile poter considerare Trails of Cold Steel III come un ottimo punto di partenza per chi non si è mai approcciato alla saga nella sua interezza, o anche al solo arco narrativo di Cold Steel. Nonostante la presenza di lunghi e accurati riassunti, quantomeno utili per offrire un contesto chiaro e immediato al giocatore, il non aver vissuto gli eventi passati in prima persona rende assente quel legame empatico necessario per godersi al meglio la narrazione di questa produzione, che mai come in questo capitolo raggiunge vette di coinvolgimento davvero intense.

Per abbracciare un pubblico maggiormente ampio, però, Trails of Cold Steel III porta in dote delle enormi novità all’intero sistema di gioco. La serie Legend of Heroes è sempre stata un fulgido esempio di JRPG di ottima fattura, tuttavia è innegabile che il passare degli anni si è rivelato forse il più crudele dei tiranni nei confronti della pubblicazione occidentale. Basti pensare che gli ultimi Trails of Cold Steel sono usciti qui da noi nel 2019, con Cold Steel III uscito originariamente nel 2017 e Cold Steel IV nel 2018. Trails of Cold Steel III, però, è un nettissimo cambiamento rispetto ai suoi due predecessori, specialmente se si guarda al modo in cui il gameplay è stato ringiovanito e adattato ad alcuni degli standard più moderni. Il combattimento viene snellito da molti meccanismi dei menù, lasciando ai singoli pulsanti del controller il dovere di connettersi alle varie azioni come Arts, Crafts e via dicendo. Ciò si allinea al potenziamento del sistema ARCUS, diventato ARCUS II, e integrando nuove funzioni come l’S-Crafts, delle spettacolari mosse finali utilizzabili con l’accumulo di CP, gli attacchi coordinati con i compagni e gli Ordini da Battaglia, ovvero dei power-up per tutto il gruppo attivabili con i BP in qualsiasi momento. 

Se da un lato vediamo, quindi, la velocità d’azione resa decisamente più dinamica e intensa, dall’altro la profondità strategica si accresce grazie alla godibilità di un combattimento più immediato. Un risultato che quindi si dimostra essere un eccellente nuovo standard per la serie. Fuori dalle fasi di combattimento, il gioco vive di esplorazioni, missioni secondarie e l’approfondimento delle relazioni fra i personaggi. La longevità del gioco si attesta intorno alle 60 ore per la storia principale, mentre il completamento totale delle attività potrebbe andare ben oltre le 100 ore, anche considerando la possibilità di velocizzare l’intero gioco grazie alla High Speed Mode. Al netto della ripetitività delle quest…

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