The Outer Worlds è stato una delle sorprese dell’autunno scorso, un gioco di ruolo fantascientifico contornato da black humor e dalla scrittura di alto livello, che ha permesso ad Obsidian di tornare a rivivere quegli apprezzamenti ricevuti, in passato, con Fallout: New Vegas. La qualità non è certo mancata al titolo distribuito da Private Division, soprattutto se consideriamo che non si è trattato di un progetto tripla A, ma di un’esperienza più condensata e meno dispersiva, che ha inevitabilmente fatto breccia nel cuore degli appassionati del genere.

Sapevamo sin dall’inizio che ce ne sarebbero state tante di storie da raccontare all’interno della colonia di Alcione, per questo motivo il team ha pensato a The Outer Worlds: Pericolo su Gorgone, il primo DLC che introduce nuove storie, zone da esplorare e oggetti. Di recente siamo stati catapultati anche noi sul misterioso asteroide Gorgone e ciò che abbiamo trovato ci ha lasciato da una parte appagati, ma dall’altra parte anche delusi per un’esperienza che non aggiunge nulla di veramente nuovo rispetto al gioco principale.

Un messaggio dal passato

Dopo una bella scampagnata tra i vari pianeti della colonia di Alcione, la nostra fidata intelligenza artificiale ADA ci comunica di un “pacco” pronto per essere consegnato alla nostra nave, l’Inaffidabile. Il grazioso arrivo non è altro che un messaggio proveniente da un compagno dell’ex capitano dell’Inaffidabile, Alex Hawthorne, conoscenza che abbiamo apprezzato nei primi minuti di gioco della storia principale, almeno prima di schiacciarlo con la nostra capsula di salvataggio.

Nel messaggio, Il compagno ci parla di un lavoro estremamente rischioso, ma anche potenzialmente remunerativo e soprattutto perfettamente adatto per delle persone come noi. L’idea ci lascia inizialmente perplessi, ma dopo una matura conversazione con i nostri compagni decidiamo di intraprendere questa nuova avventura, pronti a conoscere il mandante del lavoro, una certa Wilhelmina Ambrose. Da qui inizia un viaggio estremamente pericoloso che ci porterà da una parte all’altra della colonia alla ricerca di un importantissimo diario e dei suoi segreti; tra misteri governativi, nuove creature aliene e il pericoloso asteroide Gorgone.

Eviteremo di andare oltre nel raccontarvi le vicende legate a Gorgone, il motivo è semplice: dialoghi, situazioni e tutta la parte narrativa del DLC sono la parte principale dell’intera produzione e rivelare possibile elementi della trama potrebbe recare un danno a chi è interessato all’acquisto dell’espansione stessa. Per questo motivo ci limiteremo a confermarvi l’altissima qualità di scrittura di “Pericolo su Gorgone”, allo stesso livello della storia principale di The Outer Worlds.

La vicenda principale è ricca di colpi di scena, offrendo diverse strade secondarie per il suo completamento e con una serie di dialoghi estremamente interessanti e ricchi di lore, che aggiungono spessore all’universo del gioco Obsidian. Ovviamente non mancano momenti esilaranti o al limite del tragicomico, vero e proprio marchio del prodotto space-western ideato dai ragazzi californiani. Tra missioni in cui la diplomazia è fondamentale o situazioni stealth dove muoversi di soppiatto diventa essenziale, “Pericolo su Gorgone” offre una certa varietà d’approccio, pur non introducendo nulla di nuovo sotto l’impianto ludico. Anche la longevità generale è tutto sommato in linea con le aspettative, parliamo di circa otto ore, che possono diventare dieci completando tutto il DLC ed esplorando tutte le zone.

I dialoghi sono sempre ben scritti e spesso esilaranti

Da segnalare è però una criticità già rilevata nel gioco principale, che riguarda una difficoltà mal bilanciata atta a far diventare il proprio protagonista una vera e propria macchina da guerra inarrestabile. Questo rende, anche a difficoltà più alta, complicato morire, a meno che non si cominci la missione con un livello non troppo alto e con armamenti non adatti all’esplorazione di Gorgone.

All’avventura su Gorgone

The Outer Worlds mantiene le stesse performance tecniche e grafiche viste con l’originale. Non abbiamo, quindi, migliorie particolari da questo punto di vista, limitandosi a donarci degli ambienti di gioco totalmente nuovi e ben ricreati.

Sulla carta l’area di esplorazione di Gorgone non è molto differente da quelle viste su Monarca e Terrarium, di conseguenza parliamo di zone non piccolissime, ma nemmeno ampie. La differenza è che l’asteroide ha delle montagne “rocciose” che dividono il territorio, lasciandoci a pochi ambienti popolati – uno dei quali con un classico space-western bar.

Artisticamente Gorgone è un’ambientazione che ricorda molto Scilla, un altro corpo celeste che abbiamo visitato nel gioco principale. Le tinte sono violetto, alternando ambienti industriali ad accampamenti isolati. Non manca una fauna piuttosto…

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