Il Muppet Show è tornato in streaming su Disney+, dopo la sua conclusione nel 1981: ma la piattaforma inserirà una dichiarazione sui contenuti offesivi presenti nello show. Non è il primo caso che vede una compagnia inserire un disclaimer su una serie: ci hanno provato anche con The Crown, ma Netflix si è fortemente opposta. Anche serie che sono un vero e proprio cult ora avrebbero difficoltà ad andare in onda, a causa del politicamente corretto: pensate a Mad Men, ad esempio. Un tema quanto mai attuale che divide pubblico e anche star: Bryan Cranston si è di recente espresso sulla cancel culture, come vi abbiamo raccotato qui.

Il Muppet Show si basa sui personaggi creati da Jim Henson e protagonisti di show televisivi e film. Nel 2011, sembrava che le amate marionette fossero tornate a farsi strada nel cuore del pubblico, con il film I Muppet, un soddisfacente successo al botteghino. Ma l’uscita di un sequel nel 2014 non è riuscita a eguagliare il successo del primo film: da allora non ci sono più stati nuovi progetti targati Muppet Show.

Non ci sono stati più nemmeno altri tentativi di ricreare nuovi show per bambini e adulti che coinvolgessero marionette, sulla scia dell’originale Muppet Show. Viene da pensare che, semplicemente, il Muppet Show non possa più aspirare a godere della popolarità che aveva una volta. Sembra che ogni forma di intrattenimento abbia la sua data di scadenza e forse quella degli show con i burattini è già arrivata da un pezzo. Gli show riflettono le epoche e il passare del tempo influenza necessariamente anche le forme di intrattenimento più innocenti.

Per Disney+, il ritorno del Muppet Show ha portato una sfida, che abbiamo già avuto modo di vedere con film come Gli Aristogatti, Dumbo, Fantasia e Peter Pan: la sfida di affrontare norme sociali oggi non più accettabili. O perlomeno, quella che le grandi compagnie percepiscono come tale, in nome del politicamente corretto. Mentre il ritorno della serie viene accolto con gioia dai fan dei pupazzi, Variety riferisce che Disney + ha deciso di includere un disclaimer che appare prima dell’inizio dei 18 episodi del Muppet Show. Il disclaimer mira a evitare future possibili controversie in merito alla presenza di elementi offensivi o controversi che The Muppet Show potrebbe veicolare. Ecco cosa si legge nel disclaimer:

“Questo programma include rappresentazioni negative e / o maltrattamenti di persone o culture. Questi stereotipi erano sbagliati allora e sono sbagliati adesso. Piuttosto che rimuovere questo contenuto, vogliamo riconoscere il suo impatto dannoso, imparare da esso e stimolare la conversazione per creare un futuro più inclusivo insieme”.

Quale sia il “contenuto discutibile” presente in questi episodi non è specificato dalla Disney: il Muppet Show negli anni ha coinvolto guest star come i comici Peter Sellers e Steve Martin, così come i musicisti Kenny Rogers, Joan Baez e Johnny Cash. Nonostante non sia chiaro cosa sia discutibile negli episodi, una scena è già stata messa all’indice: il segmento in cui Johnny Cash si esibisce davanti a una bandiera confederata. Un aspetto oggi come ieri ancora problematico per la sensibilità del pubblico americano. La questione di come affrontare i contenuti spiacevoli nella TV e nei film classici è stata molto presente nel dibattito mediatico degli ultimi mesi, con alcune reti che hanno persino eliminato del tutto episodi controversi di serie tv.

La mossa di offrire un avvertimento a monte sulla presenza di possibili contenuti spiacevoli in alcuni episodi del Muppet Show lascia agli spettatori il compito di decidere cosa è e cosa non è offensivo. Resta il fatto che rimuovere il contenuto non risolve il problema, né offre un’opportunità per domande e dialogo. Con un avvertimento, i genitori possono essere meglio preparati per il contenuto e agire di conseguenza: anche se si tratta di uno show assolutamente innocuo come The Muppet Show.

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