The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV è finalmente giunto in occidente, ben due anni dopo la sua uscita originale in Giappone e aver riscosso un grande successo in patria. Non poteva essere altrimenti, come ormai sappiamo già da parecchio tempo: la serie Kiseki di Nihon Falcom è ormai uno dei pilastri degli JRPG più noti di sempre, per quanto il pubblico occidentale spesso non la conosca neanche a favore dei soliti nomi altisonanti. Eppure, il fatto che perfino Ao no Kiseki verrà localizzata in inglese per la prima volta in assoluto (escludendo le opere fan made) è un forte segnale di quanta attenzione si stia sempre più rivolgendo a questa serie grazie allo sforzo di compagnie come NIS America, le quali giorno dopo giorno tentano di esportare sempre più prodotti della nicchia giapponese.

Tuttavia parlare di nicchia per Trails of Cold Steel IV sarebbe riduttivo, quasi svilente: la storia portata avanti da The Legend of Heroes è un’opera grandiosa che coinvolge a stretto giro una marea di capitoli, saghe ed eroi, la quale non accenna minimamente ad arrestarsi e che questo agosto ha visto “l’inizio” di un nuovo titolo: Hajimari no Kiseki (o Trails of Creation), il quale è in realtà una sorta di conclusione finale all’epilogo che rappresenta Cold Steel IV, facendo allo stesso tempo da ponte per un nuovo inizio.

Premesso tutto questo, Trails of Cold Steel IV è la fine della saga di Cold Steel e opera magna che racchiude non solo tutto ciò che è passato per i precedenti capitoli “ereboniani”, ma anche diverse altre trame legate ad esempio a Crossbell e altri luoghi chiave dell’esperienza passata. Al netto di tutto quello che viene al pettine in questo punto della storia, è impossibile consigliare Cold Steel IV a chiunque sia un neofita della serie, cosa che invece potevamo dire di Cold Steel III, sebbene anch’esso sia legato in maniera serrata ad altre trame pregresse. Se siete nuovi giocatori e non conoscete The Legend of Heroes, il titolo di cui vi parliamo poco più avanti non fa decisamente per voi, ma potreste recuperarlo in seguito partendo da Cold Steel III (se proprio siete ansiosi) o da Cold Steel I, quest’ultimo preferibile per tutta una serie di ragioni.

Oltre i confini della nazione

Tra queste ragioni la più importante è di sicuro la premessa narrativa di Trails of Cold Steel IV, il quale riprende esattamente dalle conseguenze della tragica quanto “interrotta” conclusione di Cold Steel III. Dopo gli eventi della battaglia finale di Rean e compagni, l’eroe della Classe VII è stato rinchiuso in una cella, lontano dal mondo intero ormai entrato in un subbuglio bellico dai risultati disastrosi. Già dal prologo avremo a che fare con gli eroi di Crossbell che, a meno di avere una minima conoscenza della serie di Kiseki, stranieranno chiunque li abbia visti solo di sfuggita. Allo stesso tempo però, per i fan, la centralità del manipolo di Crossbell (e altri a seguire) è uno di quei momenti fanservice che permeano da ogni secondo di Cold Steel IV, il quale è il capitolo della serie dal cast più ambizioso e ricco di tutti.

In 5 atti (compresi prologo e finale), Trails of Cold Steel IV conclude quasi tutte le sottotrame lasciate aperte, le storie personali e qualsiasi altro nodo irrisolto possa venirvi in mente. Tutte queste piccole storie ruoteranno attorno alla liberazione mossa da Rean e al suo riscatto personale nei confronti del potere che conserva, delle azioni che ha compiuto in precedenza e nella forza dei legami che ha costruito con i nuovi studenti, ormai cresciuti e veri protagonisti di quest’ultima storia. Come per Cold Steel II ci si muoverà ben oltre le aree scoperte negli ultimi tre giochi, volando oltre i confini dell’Erebonia.

Cold Steel IV è il perfetto compendio di quella che è l’anima narrativa di The Legends of Heroes, dimostrando tutta la forza dei valori che hanno reso grande il marchio di Kiseki: personaggi eccellenti e complicati, azione tipica del migliore degli shonen, momenti ricchi di emozioni e legami duraturi con ognuno dei personaggi principali della serie. Se siete arrivati qui anche solo seguendo Cold Steel nella sua interezza, preparatevi a versare lacrime di gioia, compassione e dolore: l’affetto provato per i vari protagonisti di queste storie entrerà a gamba tesa durante ogni momento di gioco, il quale non ha mai avuto “rischi” così alti dal punto di vista narrativo, il che è tutto dire considerando le battute finale di Cold Steel III.

Come sempre, non tutto ciò che verrà narrato su schermo sembrerà super importante e ci saranno un sacco di volte in cui Nihon Falcom si prenderà più tempo del dovuto, specialmente nel lunghissimo atto iniziale dedicato alla liberazione di Rean. Da un lato alcuni momenti servono ad allentare la tensione per specifiche sezioni di trama dedicate a…

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