Intervista video a Michael Chaves, regista di The Conjuring – Per ordine del diavolo: Vera Farmiga e Patrick Wilson sono ancora i coniugi Warren, alle prese con un nuovo caso di possessione demoniaca.

The Conjuring: Per Ordine Del Diavolo, una spaventosa immagine di un materasso ad acqua che artiglia Julian Hilliard

Dopo l’esordio con La Llorona, Michael Chaves torna all’horror e non uno qualsiasi: James Wan, anche produttore, gli ha affidato la regia del terzo capitolo di una delle saghe dell’orrore più fortunate e amate, quella di The Conjuring. Dal 2 giugno in sala, The Conjuring – Per ordine del diavolo ci porta di nuovo nel mondo inquietante dei coniugi Lorraine ed Ed Warren, esperti demonologi e detective dell’occulto.

The Conjuring – Per ordine del Diavolo: Vera Farmiga e Patrick Wilson in una scena

Questa volta siamo nel 1981: i Warren, interpretati sempre da Vera Farmiga e Patrick Wilson, sono chiamati a testimoniare in un processo. Difendono Arne Cheyenne Johnson, che ha ucciso il suo padrone di casa, sostenendo che l’abbia fatto perché posseduto da una presenza maligna. Il film parte come un omaggio a L’esorcista, in cui Michael Chaves dà il meglio di sé.

Abbiamo parlato di The Conjuring – Per ordine del diavolo proprio con il regista, raggiunto via Zoom, che ha due richieste: salvare gli effetti speciali artigianali e riflettere di più sulle cose prima di giudicare.

Video intervista a Michael Chaves

The Conjuring – Per ordine del Diavolo, recensione: tornano i Warren ma il caso non spaventa come i precedenti

Michael Chaves e l’horror

Locandina di The Conjuring: Per Ordine Del Diavolo

Il tuo primo film era un horror, questo anche, il tuo terzo sarà un altro horror: perché ami così tanto spaventare le persone?

Amo l’esperienza: fin da quando ero bambino e guardavo film spaventosi su VHS. Li guardavo con i miei amici durante i pigiama party. Anche al cinema: una delle mie esperienze preferite è stata vedere Jurassic Park con mio padre. Forse non è un vero e proprio film horror, ma in un certo senso sì. Ha reso l’esperienza in sala incredibile. Mi è rimasta impressa. È ciò che cerco di ricreare. È una delle cose che amo di più in sala.

The Conjuring: Per Ordine del Diavolo, il regista Michael Chaves: “Il mio omaggio a L’esorcista”

Michael Chaves e gli effetti speciali

The Conjuring – Per ordine del Diavolo: Vera Farmiga in una scena

Conosci tutti i segreti e i trucchi degli effetti speciali e delle scene horror: quindi ora cosa ti spaventa quando guardi un film horror?

Una cosa che amo sono gli in-camera effects: sento che è un’arte che si sta perdendo. Amo la CGI, è un lavoro che rispetto, ma penso che quando vedi qualcosa che è reale in camera, o almeno credi che lo sia, è una conferma di quest’arte. Purtroppo la stiamo perdendo, ma è bellissima: fa un effetto diverso sulle persone. Anche per gli attori sul set. La scena iniziale del film è un esorcismo e tutte quelle contorsioni sono vere, sono tutte successe davanti alla telecamera. E si vede: è più impressionante della CGI.

The Conjuring – Per ordine del diavolo: indagare il male

The Conjuring – Per ordine del Diavolo: Patrick Wilson in una scena

Il personaggio di John Noble dice che “per i satanisti i perché sono irrilevanti”. Pensi che è proprio quando smettiamo di chiederci perché agiamo in un certo modo che succedono cose terribili?

Quella battuta si riferisce a un male assoluto: nella saga di The Conjuring ci sono certe forme di malvagità che non si possono comprendere, che operano secondo le loro regole. È qualcosa di terrificante. Quando vedi qualcuno determinato nel porre fine a delle vite. Si riferisce a quello. Per risponderti meglio: penso che farsi delle domande sia importante. Oggi vogliono tutti la risposta più facile e rapida. Vogliono un twit, una “risposta twit”. Ma molto spesso le situazioni sono molto più complesse. Penso che bisognerebbe approfondire, chiedersi perché e cercare le varie sfumature di una situazione. Non è possibile vivere in un mondo in cui si decide tutto in fretta. Siamo sommersi dalle informazioni e dai problemi, quindi è facile lasciarsi andare e dire che tutto è bianco o nero. È una delle cose che mi ha appassionato di più del film: più andavo avanti, più ho dovuto farmi delle domande. Arnie l’ha fatto o no? Credo alla difesa basata sulla possessione demoniaca? Più scavi più capisci. Non è un caso bianco o nero. Bisognerebbe interrogarsi di più, discutere concentrandosi sulle sfumature.

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