Divertimento! Se c’è una parola con la quale si può definire la visione di Nintendo da quasi un paio di decadi è proprio quella: divertimento. Al colosso di Kyoto non interessa dei teraflop, degli SSD superveloci o di creare costantemente personaggi nuovi… a Nintendo interessa semplicemente trovare modi originali per divertire, usando personaggi, oramai diventati iconici, che trainino con il loro carisma le varie produzioni che il colosso di Kyoto rilascia a cadenza regolare… e l’ultimo Direct dedicato ai 35 anni di Mario, lo ha rimarcato ancora una volta. Basta pensare, per un istante, a Mario Kart Live Home Circuit per capire come Mario, così come Link e tutte le altre icone delle grande N, siano solo un mezzo per veicolare idee atte a, semplicemente, divertire. Vi starete, probabilmente, chiedendo il perché di un cappello così prolisso in apertura della recensione di Super Mario 3D All-Stars… la risposta in realtà è molto semplice: messa da parte la nostalgia canaglia, i ricordi di gioventù e le “anzianità di servizio” che affliggono i tre titoli raccolti in questa antologia, l’unica reale costante in tutte le ore spese nello sviscerare Super Mario 3D All-Stars è stata proprio il divertimento. Quello puro, genuino, non veicolato da grafica vertiginosa o assorbito dalla volontà di intrattenere attraverso narrazioni complesse e avvincenti. 

Ed è proprio quest’importante elemento che ci ha fatto pensare più approfonditamente a come Nintendo si sia evoluta, nel corso degli anni, in una realtà impossibile da comparare alle sue celebri concorrenti… un’azienda che, al pari di una Disney videoludica, gioca in un campionato dove è l’unica concorrente in gara, proprio in virtù di una ricerca smodata del divertire i maniera semplice e intelligente, attraverso icone, e universi, imprigionati in un contesto privo di tempo e di spazio che smuovano le emozioni più infantili e genuine dei giocatori.

Pensavamo tutto questo mentre le ore passavano assieme a Super Mario 64, uno dei tre grandi protagonisti di questa raccolta antologica e che, stella dopo stella, riusciva a non farci più pensare alle texture spigolose, a un ratio in 4:3 o alle farraginosità che, dopo 23 anni, stridono con le produzioni attuali di Nintendo. Prima di dedicarci all’analisi dei tre titoli contenuti in Super Mario 3D All-Stars, però, vogliamo chiarire subito un’importante dettaglio: non siamo davanti a tre titoli emulati, ne a un trittico di porting 1:1. Il trio di produzioni sono delle vere e proprie remastered che seguono, però, una linea di pensiero viziata da alcuni errori del passato, che in pochi si ricorderanno, e un modello economico figlio di una brand identity che, come accennavamo in apertura, va ben oltre il settore videoludico.

Super Mario 64

Non pensiamo che Super Mario 64 abbia bisogno di presentazioni ma, se davvero ne aveste solo sentito elogiare i meriti in varie discussioni a tema videoludico, sappiate che si tratta di un’opera importantissima per la storia stessa del videogioco. Super Mario 64 si può tranquillamente associare alla nascita di molteplici meccaniche, e soluzioni, che sono di uso comune nelle produzioni odierne. A Super Mario 64, infatti, non si riconosce solo la genesi dello step evolutivo che separò i platform bidimensionali da quelli a tre dimensioni ma, soprattutto, la creazione del concetto di sandbox in costante evoluzione. Il primo titolo presente in Super Mario 3D All-Stars si pone come un concentrato di level design sopraffino, meccaniche di gioco che ancora oggi sopravvivono al passare del tempo e costante divertimento. 

Mario viene invitato al castello di Peach per ricevere una torta fatta con amore dalla sua amata ma, una volta giunto fra le mura della regale dimora, scoprirà che Bowser ha rapito la principessa e bloccato tutte le stanze del castello. Per poter avanzare all’interno della dimora, Mario dovrà tuffarsi all’interno di vari dipinti, per addentrarsi in mondi lontani, e trovare le stelle sparse al loro interno per poter sbloccare le varie aree del castello e poter fronteggiare il temibile Bowser.

Con un canovaccio appena necessario a definire qualche tratto del mondo di gioco, Super Mario 64 lancia il giocatore, in pochi istanti, in un universo di gioco apparentemente privo di vincoli, lasciandolo libero di esplorare e approcciarsi ai vari obbiettivi nelle maniere che più lo aggradano. Partendo dall’hub di gioco, il castello di Peach, ci si potrà muovere liberamente per i vari mondi di gioco, esplorando e gestendo, in quasi totale autonomia, la progressione del gioco. Ognuna delle aree avrà al suo interno una serie di stelle da raccogliere, alcune collegate fra loro da una metamorfosi delle mappe conseguente agli obiettivi raggiunti, altre celate all’interno di minigiochi o, semplicemente, nascoste nelle aree di…

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